Liguria

Rotonda di Carignano, come diventerà con la nuova variante: fine lavori entro l’estate

Genova. Mentre i cantieri continuano a lavorare, a Palazzo Tursi si svela quello che sarà l’aspetto definitivo dell’intervento urbanistico conosciuto come “Rotonda di Carignano”. Approvate le ultime varianti, volute dalla nuova amministrazione per provare ad ammorbidire l’impatto di uno dei progetti più discussi e divisivi di questi anni, durante la seduta di una commissione ad hoc sul tema, sono stati portati gli ultimi render aggiornati, che di fatto svelano quello che sarà l’aspetto a fine lavori.

Confermate tutte le varianti anticipate da Genova24 ad inizio aprile. Le novità più rilevanti riguardano il Lotto 1 (ponente), quello dove la costruzione è in fase meno avanzata e dove si osserva un parziale ritorno a materiali più coerenti con la zona. In particolare, il rivestimento delle facciate su corso Aurelio Saffi, inizialmente previsto in materiale metallico, sarà realizzato con finiture a intonaco, per garantire una maggiore armonia visiva con il tessuto storico circostante.

Sempre in questo settore della rotonda di Carignano, la viabilità pedonale subirà una modifica funzionale: la passerella precedentemente prevista tra Via Gavotti e la copertura del fabbricato è stata eliminata a favore di un nuovo collegamento metallico tra Piazzale San Francesco e la copertura verde, che quindi sarà facilmente accessibile dal belvedere. E’ inoltre prevista la traslazione della rampa carrabile posta tra via Gavotti e la Polveriera, in modo da consentire la realizzazione di un’aiuola di filtro con funzione strutturale a sostegno del muro di via Gavotti.

Per quanto concerne il Lotto 3 (levante), le varianti appaiono di natura più tecnica e logistica. Le modifiche si concentrano sulla quota delle residenze e sulla configurazione delle coperture, con una revisione della posizione di lucernari e chiostrine. Approvata anche la rimozione delle ringhiere perimetrali e le scale esterne originariamente previste per l’accesso alla copertura, semplificando le linee architettoniche del manufatto.

Una revisione archeologica, coordinata con la soprintendenza, ha portato inoltre alla definizione di protocolli di tutela per i beni culturali coinvolti, come la storica Polveriera, i resti della Batteria della Cava e il Telemetro, per i quali il proponente dovrà presentare un progetto architettonico specifico. L’amministrazione ha stabilito che ogni intervento sui manufatti vincolati debba essere eseguito esclusivamente da restauratori professionisti. Particolare attenzione, ancora, è rivolta ai materiali: è stato infatti vietato l’impiego di leganti cementizi per le murature e gli intonaci, prescrivendo l’uso obbligatorio di malta di calce, identica per composizione e colore a quella storica. Inoltre, ogni operazione di svuotamento dei locali tutelati dovrà avvenire sotto la supervisione costante di personale archeologico specializzato.

Le critiche delle associazioni

Durante la seduta di commissione sono stati auditi i rappresentanti di associazioni che da sempre in qualche modo contrari a questo tipo di progettazione, legata a doppio filo con la realizzazione di un supermercato.”Italia Nostra ha sempre sostenuto che questo intervento non sia una riqualificazione di un’area pubblica, perché le funzioni commerciali e private eccedono di gran lunga agli spazi pubblici e determinano un nuovo carico insediativo – ha riportato l’architetto Maria Giuseppina Faruffini – ma soprattutto perché ha comportato la cementificazione di un’area libera pubblica, già destinata a verde, che avrebbe potuto essere depavimentata e risistemata a verde seminaturale”. Critiche sulle varianti intervenute in corso d’opera con la “scoperta” dei resti della batteria della Cava: “Ritrovamento che vorremmo dire non era inatteso, perché la presenza della batteria della cava era nota a chiunque conosca un po’ la storia della città ottocentesca e è visibile anche in foto aeree”.

 

Dopo la “riscoperta”, la necessità di riprogettare rispettando i nuovi vincoli. “Il fabbricato è stato sopraelevato di oltre due metri, fino a una quota dichiarata di 37,15, quindi appena meno di un metro al di sotto del piano della rotonda ed è stato spostato a filo del marciapiede di Corso Saffi – ha aggiunto Faruffini – Questo ha determinato una alterazione completa dell’area sottoposta a bellezza d’insieme e proprio una perdita irrimediabile, a nostro avviso, della qualità storica ambientale del frontemare cittadino, così come lo vede anche chiunque arrivi col traghetto”.

“Nel 2020 il Comune di Genova ha proceduto all’acquisto dell’area, poi però optando per un’opera di edilizia privata a cui noi siamo stati sempre contrari – ha ricordato in aula Giorgio Scarfì, rappresentante del Circolo Nuova Ecologia – era un’occasione grandissima per migliorare il quartiere, non è stato fatto. Ma almeno che le cose fossero fatte bene. E poi il percorso di trasparenza e comunicazione di questi anni assolutamente lacunoso. In questi mesi, dobbiamo dare atto di un tentativo di ammorbidire alcuni aspetti, ma la frittata oramai era fatta”.

Per progetti del genere però deve essere introdotta una procedura standard – ha poi aggiunto Scarfì – che permettano a tutti i portatori di interesse e i cittadini di sapere cosa sta succedendo. Abbiamo visto slide e render che non erano conformi neanche tra di loro, creando solo confusione, incertezza e mancanza di rispetto”

Coppola: “Ora garantiamo massima trasparenza”

“Il progetto di riqualificazione dell’area tra Corso Saffi e via Corsica, nel corso degli anni, ha suscitato un ampio dibattito pubblico, con perplessità e osservazioni da parte della cittadinanza, anche alla luce delle criticità emerse durante le fasi iniziali di sviluppo e realizzazione – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola -. In questo contesto, nel mese di ottobre è stato effettuato un sopralluogo congiunto, richiesto dalla Soprintendenza e condiviso con gli uffici tecnici comunali e i progettisti, con l’obiettivo di analizzare in modo puntuale lo stato di avanzamento del cantiere e individuare gli interventi necessari per migliorare e integrare il progetto. L’attività si è concentrata su un’opera già in parte realizzata, con uno dei lotti in fase avanzata, orientando quindi le azioni verso interventi mirati di ottimizzazione e adeguamento”.

“A seguito del sopralluogo è stato redatto un verbale condiviso, che ha definito in maniera chiara le modifiche da apportare. Tali indicazioni sono state successivamente recepite all’interno di una variante progettuale, recentemente approvata nei primi giorni di aprile, passaggio indispensabile per poter dare concreta attuazione agli aggiornamenti concordati. L’approvazione della variante consente ora di procedere con l’implementazione delle modifiche previste, rispondendo anche alle aspettative di trasparenza espresse dalla cittadinanza, che era a conoscenza del sopralluogo ma non aveva ancora potuto osservare gli esiti operativi delle decisioni assunte. Per quanto riguarda gli aspetti economici, alcune voci relative agli oneri risultano ridotte in conseguenza della diminuzione della superficie destinata a media struttura di vendita, determinando un riequilibrio complessivo degli importi. Il progetto si inserisce in un percorso complesso, caratterizzato anche da ricorsi amministrativi e da una significativa mobilitazione civica. Proprio per questo, l’Amministrazione ribadisce l’impegno a garantire la massima trasparenza e a mantenere aperto il dialogo con la cittadinanza, accompagnando le prossime fasi di realizzazione con momenti di confronto pubblico e condivisione”.

“Il progetto riguarda non solo la riqualificazione dell’area tra corso Saffi e via Corsica, rotonda e spazi circostanti compresi e che da tempo versavano in stato di dismissione o di abbandono, ma anche il contesto urbano circostante. L’obiettivo principale delle varianti, dunque, è quello di creare uno spazio pubblico verde, accessibile e vivibile che comprenda zone di sosta, di ombra e di socialità. Non solo, anche la previsione di un rivestimento in lamiera della copertura della struttura è stata accantonata a favore di un rivestimento in intonaco meno impattante e che mitighi l’impatto paesaggistico. La grande passerella che collegava piazza san Francesco, inoltre, sarà sostituita da una passerella pedonale leggera, migliorando la connessione tra le aree pedonali. In accordo con la Sovrintendenza, poi, verranno vincolati e valorizzati gli elementi militari storici come la polveriera, le batterie, il telemetro e il bunker“.




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