Giallo di Pietracatella, l’avvocato di Di Vita: “Gianni non ha avuto nessun vuoto di memoria” | isNews
Le parole di Vittorino Facciolla in merito ai “non ricordo” che il padre e marito delle due donne morte per sospetto avvelenamento da ricina, avrebbe riferito agli investigatori
CAMPOBASSO. Nessun “non ricordo” o vuoto di memoria, sulla versione fornita agli investigatori da Gianni Di Vita, padre e marito di Sara Di Vita, 15 anni, e Antonella Di Ielsi, 50 anni, le due donne di Pietracatella morte il 27 e 28 dicembre per presunto avvelenamento da ricina, il suo avvocato Vittorino Facciolla fornisce una versione diversa rispetto ai dettagli di cui si è parlato nei giorni scorsi.
“Non è assolutamente vero che Gianni Di Vita abbia vuoti di memoria – le parole del penalista all’agenzia LaPresse – Ha elencato con precisione i cibi consumati la sera del 23 dicembre, si trattava in gran parte di avanzi e su questo è stato puntuale, escludendo anche che potessero essere stati consumati altri alimenti”. Nei giorni delle festività precisa Facciolla, “alcuni cibi venivano preparati in casa ma consumati anche altrove, tra parenti”.
“Ma non abbiamo alcun tipo di preoccupazione, siamo fiduciosi e collaborativi – ha rimarcato ancora il legale – Se Gianni verrà chiamato nuovamente a spiegare continuerà a farlo, come ha fatto finora”.
A quanto trapela nei prossimi giorni l’uomo dovrebbe essere chiamato nuovamente in Questura a riferire alla Squadra mobile e alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che indaga per duplice omicidio, finora contro ignoti.
Nella giornata di ieri è circolata l’indiscrezione, proveniente da ambienti qualificati, della conferma delle tracce di ricina nel sangue di mamma e figlia. E della negatività alla sostanza, invece, per Gianni Di Vita. Nuovo alert che anticipa la consegna ufficiale dei risultati degli accertamenti svolti dall’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri di Pavia.
Sull’elemento ricina il legale invita alla prudenza. “Se non la cerchi non la trovi – ha detto Facciolla – Il mio assistito non è indagato e non abbiamo contezza delle indiscrezioni circolate sulla sua eventuale negatività. Non sappiamo a quali esami si faccia riferimento, se a quelli dello ‘Spallanzani’, del ‘Cardarelli’ o ad altri accertamenti“.
Intanto è previsto per domani un confronto tra la difesa di Gianni Di Vita e un tossicologo di alto profilo. “Si tratta di una call per avere chiarimenti di natura scientifica che possano essere utili anche alle indagini – ha precisato Facciolla – Non esiste una letteratura ampia e consolidata sugli effetti della ricina sull’uomo ed è quindi importante comprenderne il funzionamento e le possibili modalità di azione”.
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