Marche

Minaccia la sorella con la pistola. «Da questa casa non me ne vado»

FABRIANO Aveva occupato abusivamente la casa di proprietà della sorella, cambiando perfino la serratura della porta e del cancello senza essere autorizzato. Aveva installato delle telecamere per proteggere quel posto che considerava suo, nonostante l’ordine dell’ufficiale giudiziario di lasciare l’abitazione. Quando la sorella, esasperata, si è presentata dal fratello insieme a un suo amico, ex carabiniere, per intimargli per l’ennesima volta di lasciare quella casa, lui per tutta risposta li ha minacciati: «Se non ve ne andate, uso questa», avrebbe detto, indicando la pistola infilata nella cintola dei pantaloni.

 

Le accuse

Una serie di comportamenti per i quali un uomo, un 68enne di Fabriano, accusato di violazione di domicilio, minaccia aggravata e violenza privata, ieri è stato condannato a un anno e 2 mesi.

Secondo la Procura, pur non essendo autorizzato, aveva cambiato la serratura della porta e del cancello, installando anche delle telecamere. I fatti sono avvenuti il 28 aprile 2021, mentre sul 68enne pendeva l’ordine dell’ufficiale giudiziario a lasciare l’abitazione di proprietà della sorella. Ma di andarsene proprio non ne voleva sapere, nonostante i vari solleciti di sgombero.

Nel corso del processo, celebrato al tribunale di Ancona, è stata la sorella (costituita parte civile con l’avvocato Maria Silvia Generotti) a ripercorrere i fatti di quel giorno d’aprile, quando ormai esasperata si era recata dal fratello per cercare di mandarlo via o, comunque, un’interlocuzione per risolvere la situazione che già da tempo si protraeva. Si era presentata alla porta insieme a un amico, ma l’accoglienza non sarebbe stata delle migliori, anzi. Il fratello, secondo l’accusa, avrebbe risposto alla richiesta mostrando una pistola infilata nella cintola dei pantaloni.

Spaventati, la sorella e l’ex militare avevano chiamato i carabinieri, che nella perquisizione domiciliare avevano rinvenuto la pistola, accertando che si trattava di un giocattolo. Essendo priva del tappo rosso, era difficile per la donna distinguerla da una vera. Il 68enne, difeso dall’avvocato Vincenzo Carella, ieri è stato condannato a un anno e 2 mesi. Il reato di violazione di domicilio è stato riqualificato come invasione di edificio, poiché la parte offesa viveva altrove.




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