Anime “Svelate” di Ombretta Luciani
È stata inaugurata, sabato 12 aprile 2026, alle ore 16.30, presso il centro culturale Gabriella Ferri, la mostra di maschere Anime “Svelate”, di Ombretta Luciani. Ricordando Frida Kahlo.
Presentazione a cura di Maria Rosa Patti.
Letture di Ilaria Patamia.
Testi di Ombretta Luciani.
Regia di Franco Fontana.
Dir. Organizzativa Franco Buzzanca.
Grafica Michele Ciardulli.
Presenti al vernissage l’Assessore alla Cultura Maurizio Rossi, l’Assessora all’Ambiente Federica Desideri e i Consiglieri Danila Fruci e Ruggiero Piccolo, tutti del Municipio Roma IV.
Ombretta Luciani utilizza, per le sue creazioni, la tecnica antica della cartapesta; unita, però, a materiali leggeri di recupero che modella e dipinge a mano, dando vita a maschere dal carattere fortemente espressivo che lei stessa ama definire “Anime”.
La mostra, bellissima e da non perdere, resterà ancora aperta da lunedì 13 a venerdì 17 aprile, dalle ore 16.30 alle 19.00.
Sabato 18 e domenica 19 aprile dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16,30 alle 19.00.
Dove? Presso il centro culturale “G. Ferri”, con ingressi da via delle Cave di Pietralata 76 e via G. Galantara (accanto a largo Beltramelli).
L’artista
Ombretta Luciani si è avvicinata dal 2006, dapprima come costumista, al mondo della maschera, realizzandone una serie per lo spettacolo “Molto rumore per nulla” tratto dall’opera di William Shakespeare, continuando e arricchendo il suo percorso professionale, che ha poi sviluppato anche come lavoro squisitamente artistico di racconto illustrato.
L’idea del nascondere, del celarsi dietro qualcosa che ti rende irriconoscibile, dava, e da, un’idea di libertà e dietro una maschera l’anima si confessa, si apre e si racconta. Ed è questo che troviamo nelle maschere di Ombretta Luciani più intime, il suo diario dei pensieri, un fluire di parole che sono sensazioni ed emozioni che si traducono visivamente in oggetti parlanti, quasi illustrazione di una vita di amori, esperienze, felicità e malinconie: un modo per fissarne i confini.
Nascondersi non è più scomparire dal mondo, ma un attraversamento grazie alla “maschera-porta” dei propri limiti, attraversamento che le permette di mettersi a nudo, di svelarsi, di raccontarsi al mondo, senza timore di giudizio, ma solo con voglia di condivisione.
L’artista ha affidato anche alle parole, brevi componimenti liberi, il suo viaggio interiore, raccontandoci in più modi la sua crisalide fino allo spiccare il volo con le sue nuove ali, delicate e colorate, di farfalla. Il suo è stato un viaggio lungo e a tratti doloroso, ma le opere in mostra, che ce ne raccontano il cammino, sono una sintesi perfetta ed estremamente narrante.
In parallelo, frutto di un precedente lavoro realizzato in collaborazione con storici dell’arte, attori e ballerini, nascono le maschere dedicate alla figura di Frida Kahlo, artista messicana dalla vita tormentata e sfortunata, ma sublimata dall’arte, vera e propria stampella nella sua vita.
L’arte che le sconquassò l’anima quando, giovanissima aspirante medico, incontrò l’astro e l’estro creativo di Diego Rivera, poi divenuto suo marito, e che le salvò la stessa anima quando il suo corpo fu sconquassato in un terribile incidente. L’arte ha raccontato la vita di Frida, così come le maschere di Ombretta la mettono in scena: arte per l’arte”.
Piccola nota sui materiali
Le maschere di Ombretta Luciani sono realizzate con materiali di recupero, scarti, oggetti inutili. Così come a volte ognuno di noi tende a sentirsi, quando la vita non cammina come l’avevamo sognata.
Il riciclo creativo di carta, le maschere sono in gran parte realizzate in cartapesta, con elementi naturali e addirittura plastica; le applicazioni sono elementi che nascono dalla “modificazione” di foglie secche, di gusci di frutta secca, di contenitori per alimenti e addirittura di vecchie schede telefoniche, veri e propri oggetti di archeologia; tutto ciò le rende opere simboliche, metafore di vite che non sono mai, nella totalità, scarto, ma possono essere il nucleo di un’altra bellezza, avere ancora un sapore e tanto da dire.
Breve biografia di Ombretta Luciani
Romana, si forma e si specializza presso la scuola di moda Ida Ferri negli anni ’90. Nel corso della sua formazione ha lavorato con diverse produzioni teatrali e cinematografiche, in particolare con la sartoria Annamode68, che le permette di affacciarsi professionalmente al mondo dello spettacolo.
La sua carriera procede con la collaborazione, come assistente costumista e costumista, con diverse produzioni, tra le quali si segnalano i lavori con la costumista e scenografa Susanna Proietti e il Globe Theatre di Roma.
Dal 2005, oltre ai costumi, si dedica alla realizzazione di maschere, sia per l’utilizzo teatrale che per altre occasioni, quali performance artistiche, rievocazioni storiche e mostre d’arte. Le sue opere sono state esposte in diversi luoghi di cultura dalla metà degli anni 2000 a oggi.
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