in Campidoglio le storie che trasformano l’Italia
Annunciati in Campidoglio i vincitori del “Premio Cambiare”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Istituito dall’Associazione Dire Fare Cambiare, da un’idea di Giulia Morello, e promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, questo riconoscimento culturale e nazionale valorizza chi trasforma il presente con buone pratiche sociali e ambientali.
Il premio, dedicato a progetti, artisti e realtà impegnati sui temi della sostenibilità, secondo l’Agenda ONU 2030, dell’inclusione e dei diritti, gode del patrocinio di UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, di Rai per la Sostenibilità, del CNG – Consiglio Nazionale dei Giovani, dell’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, dell’UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, della Fondazione Symbola, del CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, con VAIA in qualità di partner culturale che condivide la missione di rigenerazione e innovazione sostenibile.
Nel corso dell’evento in Sala della Protomoteca sono stati, inoltre, annunciati i selezionati Festival Partner 2026, che ospiteranno e sosterranno le iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale, da giugno fino a dicembre.
Sono state infatti raccolte – tramite una call pubblica nazionale, attivata per la prima volta – ben 35 candidature da tutta Italia, e ciò ha confermato la crescente rilevanza di tale Premio, che offre anche visibilità a giovani artiste ed artisti.
I tanti premiati si sono distinti con il loro impegno ed i loro progetti nelle varie categorie: per ‘Arte e Cultura’, con le proposte teatrali e musicali per trasformare la fragilità in consapevolezza collettiva ed abbattere le barriere del pregiudizio; per ‘Comunità che cambiano il mondo’, con le azioni concrete di cura condivisa contro il degrado dei quartieri di Roma e per la rigenerazione degli spazi urbani; per ‘Giovani’, con i progetti nelle scuole, come strumenti concreti per riconoscere e affrontare il bullismo, per trasformare una storia di violenza in un messaggio di riscatto e per contribuire a una nuova narrazione della disabilità, senza stereotipi; per ‘Diritti, pari opportunità e antidiscriminazione’, con presidi concreti di accoglienza e dignità per persone senza dimora e con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aiutare le persone straniere a orientarsi nella burocrazia italiana; e ancora, per ‘Ambiente e sostenibilità’, con la trasformazione di un’area degradata in uno spazio verde condiviso e partecipato e con la diffusione di pratiche di economia circolare; per ‘Cittadino/a che cambia il mondo’, con l’impegno professionale e civile, con la presenza quotidiana di ascolto e vicinanza; per ‘Divulgatore/trice per il cambiamento’, la valorizzazione di esperienze e realtà culturali per le periferie, restituendo centralità alle persone e alla cultura diffusa. Infine, il ‘Premio Speciale Cambiare’ è stato assegnato all’impegno su Roma per la promozione dell’inclusione, del dialogo interculturale e della partecipazione attiva, in cui le differenze diventano risorsa.
La cerimonia è stata anche occasione per la presentazione di alcuni dei progetti più significativi, con un’attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni, come la mostra multimediale, che unisce arte e tecnologia.
Ed è stato presentato in anteprima il racconto musicale ‘Voci nella città’, con un finale corale che restituisce il senso più profondo del Premio, ovvero il cambiamento come forza collettiva, concreta e possibile.
“Il premio cambiare, giunto alla quarta edizione ha dimostrato di riuscire a generare importanti connessioni tra Istituzioni, società civile e mondo culturale. In un tempo in cui le sfide ambientali e sociali richiedono risposte collettive e visioni nuove, questo Premio riesce a dare voce a esperienze, comunità e soprattutto alle nuove generazioni che ogni giorno possono essere protagoniste di cambiamenti positivi nei territori. Non si tratta soltanto di riconoscere e premiare progetti meritevoli, ma di avviare un processo culturale che mette al centro le persone e i loro diritti perché il cambiamento non sia soltanto uno slogan, ma un processo concreto che prende vita nei territori e nelle relazioni tra le persone. Ringrazio l’associazione ‘Dire Fare Cambiare’ per avere creduto in questo tipo di iniziative e avere coinvolto realtà diverse: dai giovani agli istituti scolastici, fino al terzo settore che si occupa di percorsi di reinserimento sociale”, ha dichiarato l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari.
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