Piano energetico regionale, Pd: “Liguria ultima sulle rinnovabili, fondi persi e nessun obiettivo raggiunto. Serve cambio di passo”

Genova. “L’incapacità di governo della giunta Toti prima e di quella Bucci dopo non può essere fatta pagare alle famiglie e alle imprese. Quanto denunciato oggi dai vertici di Confindustria non fa che certificare quanto da noi dichiarato in questi anni e che abbiamo ribadito al momento della presentazione del Piano Energetico e Ambientale Regionale (PEAR 2030). Un Piano che arriva con sei anni di ritardo e che evidenzia come nessuno degli obiettivi previsti da quello 2020-2026 siano stati raggiunti. Non è pensabile che la nostra regione sia ultima in Italia per energia prodotta da fonti rinnovabili, un risultato che impone un cambio di passo a partire dal Piano che andrà in discussione la prossima settimana in consiglio regionale”, dichiarano i consiglieri regionali PD Davide Natale, vicepresidente Commissione Ambiente, e Katia Piccardo, componente Commissione Ambiente, commentando i dati esposti da Confindustria sulle energie rinnovabili in Liguria.
“Non è possibile che anche in questo piano sia per ciò che riguarda il risparmio energetico sia per ciò che è afferente alla produzione di energia da fonti rinnovabili sia demandato agli interventi dei privati senza che siano previste misure certe di sostegno. Un piano che traguarda soltanto poco più di tre anni dovrebbe già prevedere le necessarie coperture finanziarie per le diverse azioni. Nulla di tutto questo. Si sono persi completamente quasi tutte le possibilità contenute dal PNRR. Questa destra è riuscita a perdere 14 milioni di euro per la produzione di idrogeno, le comunità energetiche che erano finanziate completamente si contano su un palmo di una mano e per non parlare di possibili progetti riguardanti le biomasse che potevano essere un volano per il mantenimento e la salvaguardia del territorio e la produzione di energia. Un Piano che si discute prima dell’individuazione delle aree idonee è un piano monco. Non solo, serve un confronto e un accordo preventivo con le regioni limitrofe per individuare i siti in cui realizzare i parchi eolici”, osservano.
“Auspichiamo che quanto da più parti giunge, a partire dalle sollecitazioni di Confindustria e dalle altre associazioni audite in commissione, siano colte e che si integrino con il piano ancora da approvare”, concludono Natale e Piccardo.




