«Ho epatite e Hiv, ora disinfettati»
SENIGALLIA – Interviene per sedare una zuffa scoppiata all’interno del supermercato, blocca il presunto ladruncolo e poi viene aggredito con un morso alla mano. «Tanto ho l’Hiv, l’epatite e pure il Covid, disinfettati» la frase che sarebbe stata rivolta al vigilante, finito poi al pronto soccorso e nel reparto di Malattie Infettive. «Sei mesi di profilassi» ha detto ieri in aula la guardia giurata, un 36enne che si è costituito parte civile contro il “morsicatore”, individuato in un senigalliese di 32 anni.
I reati
Quest’ultimo è finito a processo con la duplice accusa di rapina impropria e lesioni personali. Il primo reato è stato contestato perché l’imputato avrebbe cercato di impossessarsi di una bottiglia di birra. Di qui, la reazione aggressiva nei confronti del vigilante del centro commerciale “Il Molino”. Una ricostruzione, quella della rapina, totalmente rigettata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Ruggero Tomasi. I fatti risalgono al 24 febbraio del 2021, quando il senigalliese era andato a fare spesa con la madre. A un certo punto, era stato richiamato il 36enne, che ha testimoniato ieri nell’aula presieduta dal giudice Maria Elena Cola.
«Sono stato chiamato perché c’era una zuffa in corso e mi sono subito portato nel punto stabilito» ha detto il vigilante, che era corso all’interno del supermercato Conad per verificare cosa fosse successo. C’erano l’imputato, un suo collega e una donna anziana. «Ho visto che quel cliente sputava, urlava e insultava quella donna» rivelatasi poi essere la madre del 32enne, affetto da problemi psichiatrici. Ancora la vittima: «A un certo punto l’ho bloccato e lui mi ha morso la mano, dicendomi: “tanto ho l’Hiv, l’epatite e pure il Covid, disinfettati”». Frasi choc rivolte alla guardia giurata, che era poi corso al pronto soccorso di Senigallia. Non tanto per il morso ricevuto, ma per le possibili conseguenze. Nel frattempo, al centro commerciale era arrivata una pattuglia dei carabinieri del Norm.
Il referto
La prognosi per il 36enne era stata di tre giorni, ma i medici del pronto soccorso – vista la situazione – gli avevano consigliato di farsi visitare al reparto di Malattie Infettive. Tra terapie antivirali, visite e analisi, è rimasto in ansia per sei mesi. «Avendo paura, ha seguito la profilassi anche la mia compagna» ha detto il vigilante. Nessuna traccia, stando alla difesa, della bottiglia di birra che il 32enne avrebbe cercato di rubare. Il 3 giugno la prossima udienza.




