Crisi del settore automotive e sicurezza nei luoghi di lavoro al centro del congresso della Uilm Chieti-Pescara

La tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono stati al centro del 4° congresso della Uilm Chieti-Pescara, che si è svolto martedì 24 marzo ad Atessa. I dati dell’Inail evidenziano, infatti, un aumento degli infortuni e delle malattie professionali in Abruzzo, con la provincia di Chieti particolarmente colpita.
Nel 2024 gli infortuni sono stati 11.822; nel 2025 sono aumentati a 12.033. Le denunce d’infortunio con esito mortale sono state invece 23 nel 2024 e 19 nel 2025. Un dato molto allarmante arriva anche dalle denunce di malattie professionali: nel 2024 sono state presentate 7.334 domande e nel 2025, ben 8.700. In Abruzzo la provincia di Chieti, purtroppo, detiene la maglia nera delle malattie professionali. Di qui la necessità per la Uilm di rafforzare prevenzione, formazione e confronto con le aziende, anche alla luce delle novità introdotte nel rinnovo del Ccnl metalmeccanici, un passaggio non indolore, che ha comportato 17 mesi di trattativa e 40 ore di sciopero, ma che ha tuttavia portato a un buon rinnovo, riconfermando una peculiarità esclusiva dei metalmeccanici, la clausola di salvaguardia.
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi del settore automotive e alle sue ricadute territoriali. Il segretario generale Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi, nel corso del suo intervento congressuale ha illustrato il forte calo produttivo in Italia, in particolare negli stabilimenti Stellantis, e le conseguenze occupazionali nella Val di Sangro, dove negli ultimi anni si sono persi circa 2.650 posti di lavoro tra diretto e indotto. La Uilm critica le politiche europee sul green deal, ritenute penalizzanti per l’industria automobilistica nazionale e favorevoli ai mercati asiatici.
«Siamo tornati agli anni ’60 – ha rimarcato Manzi in un passaggio – non solo per i numeri irrisori della produzione, ma perchè vediamo limitata la nostra capacità di movimento, con auto elettriche che costano oltre 30mila euro che in pochi si possono permettere». Nel 2023 in Italia sono stati prodotti 751.384 veicoli tra auto e furgoni commerciali, di cui 230.000 nella ex Sevel. Nel 2024 il risultato produttivo di Stellantis in Italia è stato di 475.090 pezzi, di cui 192.000 veicoli in Sevel. Nel 2025 i volumi sono scesi ulteriormente a 379.706 veicoli, compresi i 166.000 furgoni che sono stati prodotti ad Atessa e che, a conti fatti, rappresentano il 43,71% della produzione totale di Stellantis in Italia. Prima della crisi determinata dal Covid, dai semiconduttori e dalla guerra in Ucraina, la ex Sevel contava oltre 6.200 dipendenti diretti.
«Oggi – ha analizzato Manzi – siamo a 4.327 dipendenti, ai quali dovremmo sottrarre altre 305 persone che lasceranno lo stabilimento entro luglio, con una procedura di riduzione del personale concordata applicando il criterio della volontarietà incentivata. Pertanto, nel corso di questi anni, tra lo stabilimento sangrino e l’indotto locale, sono stati persi circa 2.650 posti di lavoro, tra contratti a tempo indeterminato e in somministrazione. Nonostante il contesto difficile – ha considerato ancora Manzi – emergono segnali contrastanti. Accanto alle criticità di aziende come Denso, di cui si attende ancora un piano di rilancio industriale, persistono realtà in forte crescita come Honda, che continua ad assumere e investire, e altre imprese del territorio che stanno diversificando produzione e mercati».
Guardando al futuro, la Uilm Chieti-Pescara chiede un piano industriale chiaro per il settore automotive, a partire dal rilancio degli stabilimenti italiani e dalla conferma della centralità del polo di Atessa. Il sindacato ribadisce inoltre la necessità di politiche industriali europee e nazionali in grado di sostenere occupazione, innovazione e transizione ecologica senza penalizzare lavoratori e territori. Infine, il congresso ha sottolineato la forza della Uilm sul territorio, confermata dai risultati nelle elezioni Rsu, e ha rilanciato il ruolo del sindacato come soggetto autonomo, riformista e vicino ai lavoratori, pronto ad affrontare le sfide dei prossimi anni.
«I risultati raggiunti sono solo un punto di partenza – ha concluso Manzi – coesione partecipazione sono la chiave per costruire il futuro del sindacato e dell’industria». Il congresso ha confermato per acclamazione il ruolo di guida della Uilm Chieti-Pescara a Nicola Manzi. Questi gli altri membri della segreteria territoriale: Achille Di Sciullo; Concetta Ruggeri; Roberto Rossi e Umberto Scafetta.
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