Dati social e addestramento AI: come opporsi su TikTok e altri
Avete mai provato a impedire che i vostri post, video o messaggi finiscano nel calderone usato per addestrare i modelli di intelligenza artificiale? Secondo un’analisi di Surfshark su dieci delle piattaforme social più usate al mondo, farlo è tutt’altro che semplice: in molti casi è un percorso a ostacoli progettato, almeno in apparenza, per scoraggiare chi ci prova.
TikTok è la piattaforma più complicata in assoluto: per presentare un’opposizione formale all’uso dei propri dati per l’addestramento AI servono ben 19 passaggi, tra cui 16 clic e la compilazione manuale di tre campi, compreso il tipo di trattamento a cui ci si oppone e il motivo. Non basta un toggle, insomma: bisogna quasi scrivere una lettera formale.
Facebook e Instagram non se la cavano molto meglio: richiedono 8 passaggi e indirizzano l’utente verso lunghe pagine sulla privacy e moduli complicati, invece di un semplice pulsante. Va detto che tutto questo sforzo potrebbe essere inutile: queste piattaforme non sono obbligate a rispettare le richieste se nel Paese dell’utente non esiste una normativa specifica.
Chi vive in Europa è protetto dal GDPR, ma chi si trova fuori dall’UE, come negli Stati Uniti, non ha praticamente tutele: i dati pubblicati possono essere usati liberamente.
Snapchat, LinkedIn, X e Pinterest sono relativamente più accessibili, con procedure da 3 a 5 passaggi. Il problema, però, è che su tutte queste piattaforme il consenso è attivo per impostazione predefinita: i dati sono probabilmente già stati usati, e opporsi oggi blocca solo gli utilizzi futuri, senza poter annullare quanto già avvenuto.
La situazione più preoccupante riguarda TikTok per un altro motivo: secondo quanto riportato da Surfshark, la piattaforma analizza anche video privati e bozze non salvate, un livello di raccolta dati decisamente invasivo rispetto, per esempio, a Facebook e Instagram, che si limitano principalmente a contenuti pubblici.
Reddit non offre alcuna opzione per opporsi: i contenuti dei forum vengono usati apertamente per lo sviluppo dell’AI, come dimostrano i contratti già firmati con Google e OpenAI per la licenza di questi dati.
L’unica eccezione positiva tra le dieci piattaforme analizzate è Discord, che dichiara esplicitamente di non usare i dati degli utenti per addestrare modelli AI.
La morale è amara: se avete mai pubblicato qualcosa sui social, è quasi certo che quei contenuti stiano già contribuendo ad addestrare qualche modello. La trasparenza e la semplicità di controllo rimangono un privilegio raro, praticamente.
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