Agguato a Corigliano-Rossano, un fermo
Agguato a Corigliano-Rossano, fermato il presunto autore del ferimento di Salvatore Morfò. Il sindaco Flavio Stasi: «La criminalità è arroganza e parassitismo sociale, turba la serenità della nostra gente e deturpa l’immagine della nostra città e merita di essere estirpata dalla radice».
CORIGLIANO ROSSANO – Rossano, nel comune di Corigliano-Rossano, al centro di una cronaca nera violenta e spietata, in una pacifica domenica di marzo. In via Pietro Romano, nel quartiere Donnanna, il sessantottenne Salvatore Morfò, domenica 15 marzo 2026, è rimasto ferito in un agguato pianificato con freddezza: almeno due proiettili lo hanno raggiunto all’addome mentre si trovava nei pressi di un locale pubblico.
SPARATORIA A CORIGLIANO-ROSSANO, AGGUATO A SALVATORE MORFO
Soccorso d’urgenza e trasportato all’ospedale “Nicola Giannettasio”, Morfò è sottoposto a un delicato e complesso intervento chirurgico nel tentativo di arginare le gravi emorragie interne. Al termine dell’operazione, l’uomo trasferito nel reparto di rianimazione dove rimane intubato e sotto stretta osservazione medica. La prognosi, al momento, resta non sciolta, segno della gravità estrema di un fatto che ha rischiato di trasformarsi nell’ennesimo omicidio di una faida che sembra non avere mai fine nella Sibaritide.
LE INDAGINI
Le indagini sono scattate con estrema tempestività e vedono in prima linea il Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, diretto dal Tenente Colonnello Marco Filippi. Sul luogo del ferimento sono intervenuti congiuntamente i Carabinieri e gli uomini del Commissariato di Polizia di Rossano, impegnati a blindare la zona per i rilievi balistici e a setacciare ogni possibile via di fuga utilizzata dai sicari. Gli inquirenti hanno da subito analizzato i tabulati delle celle telefoniche agganciate nella zona di Donnanna e verificato gli alibi di numerosi pregiudicati locali.
AGGUATO A CORIGLIANO-ROSSANO, UN FERMO
Nella serata di ieri, domenica 15 marzo 2026, fermato un presunto responsabile. Per arrivare rapidamente alla sua individuazione, determinanti sarebbero stati i rilievi effettuati sul posto, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e le testimonianze raccolte nelle ore successive all’agguato. Il fermo rappresenta un primo passaggio dell’attività investigativa, che prosegue per chiarire con esattezza dinamica e movente dell’episodio. Come previsto dalla legge, la persona fermata è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Nelle prossime ore il provvedimento sarà sottoposto alla valutazione dell’autorità giudiziaria competente. Gli investigatori continuano intanto a lavorare per ricostruire il contesto nel quale è maturata la sparatoria e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
AGGUATO A CORIGLIANO-ROSSANO, IL SINDACO STASI: «LA CRIMINALITÀ DEVE ESSERE ESTIRPATA»
«Alla notizia dell’agguato di questa mattina (domenica 15 marzo 2026, ndr) mi sono recato sul posto rilevando la consueta attenzione e la decisione delle Forze dell’Ordine nell’individuare immediatamente gli autori dello stesso».
Queste le parole del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, dopo l’agguato a Salvatore Morfò, dalla sua pagina facebook.
«Nel complimentarmi col Reparto Territoriale dei Carabinieri di Corigliano-Rossano, tutte le Forze dell’Ordine che hanno collaborato e la Procura della Repubblica di Castrovillari, confermo che in pochissime ore l’autore dell’episodio dovrebbe essere stato fermato, al netto delle garanzie del caso».
«La criminalità è arroganza e parassitismo sociale, turba la serenità della nostra gente e deturpa l’immagine della nostra città e merita di essere estirpata dalla radice». Afferma ancora il sindaco Stasi.
«Possiamo vantare delle Forze dell’Ordine attente ed efficienti che, insieme alla Procura, stanno individuando puntualmente gli autori di ogni episodio criminale rilevante.
Sono certo che se queste istituzioni fossero rafforzate, con la perizia che stanno dimostrando, aumenterebbe ulteriormente il controllo del territorio facendo in modo che certi episodi nemmeno si verificassero.
A loro il ringraziamento a nome dell’intera città».
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