The Immortal Man: Cillian Murphy rivela cosa possiamo aspettarci dal film di Peaky Blinders
Cillian Murphy ha finalmente rotto il silenzio sul tanto atteso film di Peaky Blinders, e le sue parole promettono un’esperienza che saprà ricompensare la fedeltà dei milioni di fan che hanno seguito le sei stagioni della serie Netflix. L’attore irlandese, diventato icona globale grazie al ruolo di Tommy Shelby e recentemente insignito dell’Oscar per Oppenheimer, ha anticipato alcuni dettagli cruciali su The Immortal Man, il film che conclude definitivamente la saga della famiglia criminale di Birmingham.
In una recente intervista a Deadline, Murphy ha descritto lo stato iniziale del suo personaggio con parole che lasciano presagire un viaggio emotivo intenso. “Quando vediamo Tommy per la prima volta nel film, non è davvero vivo, non è davvero morto. Sta ignorando il mondo, sta ignorando la sua famiglia, il che rappresenta un punto di partenza brillante. La domanda diventa: si può riportarlo indietro?“. Questa condizione liminale del protagonista, sospeso tra esistenza e abbandono, rappresenta forse la sfida narrativa più ambiziosa mai affrontata dalla serie.
Il gangster più tormentato della televisione britannica si ritroverà quindi in una condizione di stallo esistenziale, lontano dalla determinazione feroce che lo ha caratterizzato per anni. Ma come sempre accade con Tommy Shelby, il destino ha altri piani. Murphy ha rivelato che il suo personaggio “alla fine intraprende una guerra che un tempo sosteneva non fosse sua e combatte per tutte le persone che sono state uccise“. Un arco narrativo che promette redenzione, sacrificio e probabilmente un confronto con i fantasmi del passato che hanno perseguitato Tommy fin dal primo episodio.
La motivazione dietro questo film è tanto semplice quanto commovente. Murphy ha confessato che l’unico vero obiettivo era realizzare qualcosa “per i fan e per essere un regalo per loro, in cambio del loro investimento“. Una dichiarazione che testimonia il legame profondo creatosi tra gli attori e il pubblico di una serie che ha ridefinito il genere gangster per una nuova generazione, mescolando violenza stilizzata, conflitti interiori profondi e una colonna sonora che ha spaziato da Nick Cave ai Radiohead.
Il cast di The Immortal Man riunisce alcuni dei volti più amati della serie originale. Paul Anderson tornerà nei panni di Arthur Shelby, il fratello volatile e autodistruttivo di Tommy, mentre Sophie Rundle riprenderà il ruolo di Ada Thorne, la sorella ribelle della famiglia. Ma il film promette anche nuovi ingressi di prestigio: Rebecca Ferguson, Barry Keoghan, Tim Roth e Stephen Graham si uniranno al mondo di Peaky Blinders, portando peso drammatico e imprevedibilità a una storia che si annuncia come il capitolo definitivo.
La regia è affidata a Tom Harper, che già aveva diretto alcuni degli episodi più memorabili della seconda e terza stagione, prima di passare a progetti cinematografici come The Aeronauts. Il suo ritorno garantisce continuità stilistica ma anche l’ambizione visiva necessaria per trasferire l’estetica della serie sul grande schermo, dove ogni dettaglio dei costumi d’epoca, delle atmosfere fumose e degli sguardi carichi di significato dovrà funzionare su scala amplificata.
L’uscita è fissata per il 6 marzo 2026, una data che i fan hanno già segnato in rosso sul calendario. Dopo la conclusione della sesta stagione, che aveva lasciato Tommy in uno stato di incertezza esistenziale e con prospettive oscure, The Immortal Man promette di chiudere i conti aperti, risolvere i misteri ancora sospesi e offrire al personaggio quella conclusione che merita dopo anni di battaglie contro nemici esterni e demoni interiori.
Peaky Blinders è diventato molto più di una semplice serie televisiva. Ha creato un fenomeno culturale, influenzato la moda maschile con il ritorno dei tagli undercut e dei cappelli a visiera, e ha dimostrato che il pubblico contemporaneo ha ancora fame di storie complesse ambientate nel passato, purché raccontate con autenticità emotiva e coraggio narrativo. Il film rappresenta quindi non solo la conclusione di una trama, ma il suggello di un’epoca televisiva che ha ridefinito cosa significhi raccontare storie di criminalità, famiglia e identità.
La scelta del titolo, The Immortal Man, risuona con particolare intensità se si considera il percorso di Tommy Shelby. Un uomo che è sopravvissuto alla Prima Guerra Mondiale, a tradimenti familiari, a tentativi di assassinio, a perdite devastanti e alla propria oscurità interiore. Un uomo che ha sfidato la morte così tante volte da sembrare, appunto, immortale. Ma l’immortalità ha un prezzo, e Murphy sembra suggerire che il film esplorerà proprio questo costo, chiedendosi cosa rimane di un uomo quando ha perso tutto tranne la vita stessa.
Per chi ha seguito Tommy dai vicoli polverosi di Small Heath fino ai salotti del potere politico, questo film rappresenta l’appuntamento finale con un personaggio che ha incarnato contraddizioni universali: la violenza e la vulnerabilità, l’ambizione e l’autodistruzione, l’amore per la famiglia e l’incapacità di proteggerla davvero. Cillian Murphy ha promesso un regalo ai fan, e tutto lascia presagire che sarà un addio all’altezza della leggenda.
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