Friuli Venezia Giulia

Processo Regeni, periti in aula nascondendo la propria identità

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Ha accettato l’incarico presentandosi oggi in aula dietro a un paravento e senza declinare le proprie generalità. Così il perito incaricato dalla Corte d’Assise di Roma di tradurre alcuni documenti dall’arabo in italiano nell’ambito del processo per l’omicidio di Giulio Regeni ha difeso la propria identità.
E tanti esperti di arabo hanno rifiutato la richiesta di tradurre quei documenti avanzata dall’avvocato Alessandra Ballerini, legale dei genitori del ricercatore di Fiumicello torturato e ucciso al Cairo 10 anni fa.
“Abbiamo delle difficoltà ad individuare un consulente perché c’è un clima di paura. I cittadini egiziani temono di comparire in questo processo”, ha riferito Ballerini, aggiungendo di essere pronta a prendere contatti con docenti universitari.
“Al di là di chi pensa a livello italiano o europeo che l’Egitto sia un Paese sicuro – ha aggiunto – è evidente che non sia così, non lo è per i testimoni, per i periti e consulenti, e non lo è stato per Giulio”.
I giudici hanno aggiornato l’udienza all’8 giugno con i risultati della perizia sulle testimonianze rese tra aprile e maggio 2016 alle autorità egiziane del sindacalista degli ambulanti Mohammed Abdullah Saeed, chiesta dalle difese dei quattro 007 egiziani accusati della morte di Giulio.
L’inizio della discussione è stata fissata per fine giugno, quando la parola passerà al pm Sergio Colaiocco per la requisitoria. A luglio ci saranno le arringhe dei difensori. La sentenza è attesa per i primi giorni di settembre.


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