Marche

patrigno (50enne brasiliano) a giudizio con l’accusa di produrre materiale pedopornografico


ANCONA Una mini spycam installata vicino allo specchio del bagno per inquadrare chi entrava in doccia. Un dispositivo appositamente messo, questo sostiene la procura, per produrre materiale pedopornografico con le immagini delle sue figliastre. La ricostruzione accusatoria ha portato sul banco degli imputati un 50enne brasiliano, che deve rispondere di pornografia minorile per i fatti avvenuti tra febbraio e maggio 2024. Ieri mattina, davanti al gup Francesca De Palma, si è tenuta l’udienza preliminare.

Il rito

L’imputato, libero da misure cautelari e difeso dall’avvocato Angelandrea Cecere, ha deciso di procedere con il rito abbreviato. Verrà discusso il 20 aprile. In casa di condanna, la pena potrebbe ridursi fino a un terzo. L’ormai ex moglie e le sue figlie, entrambe ancora minorenni, si sono costituite parte civile con i legali Davide Mengarelli e Sabrina Stefanelli. All’epoca dei fatti, le ragazzine frequentavano la scuola media.

Era stata la madre ad accorgersi di quella micro-camera collocata in bagno, che mirava alla doccia. Si era insospettita perché nel cellulare del 50enne aveva trovato dei file con delle angolazioni che portavano al bagno dell’appartamento dove viveva, nella prima periferia anconetana. E, così, aveva trovato i fili, scoprendo poi il dispositivo nascosto e andando a denunciare il marito alle forze dell’ordine. La micro-camera, stando a quanto accertato, era stata occultata in un alimentatore per cellulari.

La ricostruzione

Secondo le contestazioni dalla procura, e ancora tutte da provare davanti al giudice con gli atti entrati nel fascicolo d’indagine, l’uomo aveva installato la telecamera per poter registrare le figlie adolescenti della moglie. Con l’obiettivo indirizzato verso la doccia, riprendeva le due ragazzine nude. Di qui, l’accusa di pornografia minorile poichè, secondo la tesi accusatoria, il 50enne brasiliano aveva utilizzato – loro malgrado – le minorenni per produrre materiale pedopornografico.

I file sarebbero poi stati detenuti nel cellulare dell’uomo, almeno fino alla scoperta dei video illeciti da parte della moglie che, dopo aver visto la micro-camera, era corsa alle forze dell’ordine per denunciare il 50enne. La coppia si è ormai separata e non vive più insieme. L’imputato rigettata il quadro accusatorio mosso dalla procura.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »