Marche

Mare o montagna? No, le colline. Stranieri innamorati dei borghi marchigiani (dove olandesi e tedeschi comprano anche casa). Ecco le mete al top

ANCONA – Arrivano qui, quasi per caso, in cerca di tranquillità. In testa, un’immagine quasi da cartolina: luoghi ameni dove l’overtourism non sanno neanche cosa sia. Gli stranieri che approdano nelle Marche lo fanno per immergersi in questo tipo di scenario: un turismo esperienziale fatto di paesaggi mozzafiato, alta qualità della vita, buon cibo e binomio storia&cultura. Mare o montagna? Meglio le dolci colline dal verde incontaminato.

 

La geografia delle scelte

Tolti i capoluoghi e le mete balneari più pop come Senigallia o San Benedetto del Tronto, le aree più gettonate sono infatti quelle dell’entroterra, i piccoli borghi sospesi nel tempo e intrisi di storia. I turisti stranieri scappano dal caos della grande città a caccia di pace e quiete che le nostre aree interne hanno nel Dna. E spesso, finiscono per comprarci casa: da Montefiore dell’Aso a Petritoli, fino a Serra San Quirico, questi gioielli incastonati nel verde hanno conosciuto negli ultimi anni un upgrade nel mercato immobiliare, con un crescente interesse da parte di americani e tedeschi in particolare. L’iter è semplice: scopri le Marche, ti innamori e non vuoi più lasciarle.

I dati

Oggi alla Bit di Milano, la più importante fiera nazionale sul turismo, il governatore Francesco Acquaroli presenterà i dati consolidati dei flussi del 2025 in un panel moderato dal direttore del Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi. Ma uno spoiler lo aveva già fatto a dicembre, anticipando l’andamento di presenze e arrivi tra gennaio e settembre. Il dato più interessante riguardava proprio i flussi di visitatori stranieri, aumentato dell’11,32% per quanto riguarda gli arrivi e del 16,95% per le presenze rispetto al 2024. Cifre che registrano un’impennata ancora maggiore se confrontate con il 2019 (era pre-Covid): +44,33% negli arrivi e +46,07% nelle presenze, rafforzando il posizionamento delle Marche sui mercati esteri.

Le provenienze

Scendendo dal quadro macro al dettaglio, l’osservatorio regionale del turismo fornisce la geografia dei mercati a cui la nostra regione fa più gola. In cima alla classifica si piazzano i tedeschi (484.690 presenze tra gennaio e settembre 2025), seguiti dagli olandesi (274.427), dagli svizzeri (152.464) e dai francesi (104.175). Seppur a piccoli passi, si tratta di un trend che cresce e questo è comunque un risultato positivo. Allargando lo zoom sulle mete marchigiane scelte dagli stranieri, spiccano realtà come Montefiore dell’Aso, borgo dell’Ascolano che non raggiunge le 2mila anime ma che nei primi 9 mesi del 2025 ha contato 11.120 presenze straniere. Bene anche San Costanzo, nel Pesarese, che di presenze ne ha registrate 22.876, oltre cinque volte il numero dei suoi abitanti, che nel 2025 erano 4.624.

Questione di numeri

Gettonate anche Colli al Metauro (14.074 presenze) nel Pesarese, Trecastelli (19.326) nell’Anconetano e Cingoli (16.400) nel Maceratese. Meno sorprendenti gli exploit di mete balneari ormai molto pop come le perle del Conero Numana e Sirolo (rispettivamente 89.520 e 77.366 presenze), Grottammare (36.149) o Porto Sant’Elpidio (41.969). Non stupisce, dunque, che il portale delle compravendite immobiliari tra italiani e stranieri Gate-away indichi tra le località più gettonate Petritoli e Amandola nel Fermano, Serra San Quirico e Arcevia nell’Anconetano, Penna San Giovanni in provincia di Macerata e Terre Roveresche in quella di Pesaro Urbino.

Il tris d’assi

E poi c’è il trittico dei borghi ambiti del Piceno, che ogni anno si conferma in cima ai desiderata degli stranieri in cerca di casa: Ripatransone, Montalto delle Marche e Montefiore dell’Aso. Le dolci colline che hanno ispirato la penna del Giovane favoloso hanno fatto breccia anche nel cuore dei turisti.




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