Calabria

Crotone, terrore in campagna elettorale: «Minacciano me, mia figlia e la memoria di mio figlio ucciso»

Una violenta offensiva mediatica fatta di insulti, minacce di aggressione fisica e una esplicita richiesta di denaro per far cessare la «gogna». È quanto denunciato alla questura di Crotone da Maria Teresa La Forgia e Caterina Villirillo, candidate nella lista «Meo il Sindaco – Diritti e salute» per le imminenti elezioni comunali.

I fatti, ricostruiti negli esposti presentati alle autorità, riguardano una serie di dirette streaming trasmesse sulla piattaforma TikTok il 3 e 4 maggio scorsi. Secondo l’accusa, un utente avrebbe trasformato il dibattito politico in un attacco personale sistematico, arrivando a configurare l’ipotesi di tentata estorsione.

Il culmine della violenza verbale è coinciso con una richiesta economica inequivocabile formulata davanti a centinaia di spettatori collegati. L’autore delle dirette avrebbe fissato a duemila euro il prezzo per interrompere quella che ha definito una «guerra» mediatica volta a ottenere il ritiro delle candidature.

Nel mirino l’impegno sociale delle candidate. Gli attacchi hanno colpito figure storicamente impegnate nel tessuto sociale crotonese: Maria Teresa La Forgia, presidente dell’associazione Movimento famiglie autismo (ora autosospesa), fatta oggetto di insulti degradanti e minacce di aggressioni fisiche estese anche ai suoi familiari. Caterina Villirillo è presidente di Libere Donne e madre di Giuseppe Parretta, il giovane ucciso nel 2018.

Villirillo è stata bersagliata da accuse che hanno coinvolto anche la figlia, con pesanti epiteti e offese alla memoria del figlio scomparso. Il candidato sindaco Fabrizio Meo ha denunciato l’accaduto in conferenza stampa, parlando di un atto «inedito e gravissimo».

Meo ha inoltre rivelato un tentativo di manipolazione digitale: la creazione di un profilo TikTok falso a suo nome, «utilizzato per rispondere agli insulti con altrettanta volgarità, così da simulare una rissa virtuale e screditare l’intera coalizione». «Temo per la vita dei miei figli», ha confessato Caterina Villirillo, appellandosi al prefetto e alle forze dell’ordine. “Ma la macchina del fango non ha vinto: la gente mi chiama per dirmi di andare avanti». Sulla stessa linea Maria Teresa La Forgia: «Non dormiamo da due giorni, ma la solidarietà ricevuta ci dà la forza di continuare». La coalizione ha annunciato che non tornerà più sulla vicenda per concentrarsi esclusivamente sul programma elettorale.


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