Scienza e tecnologia

Smartphone sulla Luna: la NASA li rende ufficiali per gli astronauti

L’idea di vedere astronauti con smartphone moderni in volo poteva sembrare una fantasia, e invece è diventata una scelta ufficiale della NASA. Il passaggio arriva in un momento di grande attenzione sulle missioni con equipaggio, con Artemis che continua a spostare in avanti le sue finestre di lancio.

L’annuncio dell’amministratore Jared Isaacman apre uno scenario nuovo: non si parla più di semplici dispositivi personali tollerati a bordo, ma di strumenti che entrano a pieno titolo tra quelli qualificati per l’uso in missione.

Gli astronauti inizieranno a portare smartphone pienamente autorizzati già da Crew-12 e Artemis II. Finora alcuni dispositivi li avevano raggiunti comunque, soprattutto durante i voli commerciali diretti verso la Stazione Spaziale Internazionale, come nelle missioni Axiom-1, Axiom-2 e Axiom-3 tra il 2022 e il 2024.

In quei casi si trattava però di oggetti personali. Gli astronauti li usavano per foto, video o comunicazioni private, senza alcun legame con i sistemi della navicella e con verifiche estremamente ridotte.

Bastava superare alcuni controlli minimi, in particolare su compatibilità elettromagnetica e sicurezza delle batterie al litio.

Il nuovo percorso ha un peso tecnico molto diverso. La cosiddetta qualifica operativa prevede infatti che lo smartphone possa funzionare senza limitazioni durante tutta la missione, e non solo come accessorio innocuo.

La compatibilità elettromagnetica dovrà coprire l’intero funzionamento del dispositivo, mentre le Batterie verranno valutate secondo gli standard previsti per il volo umano. A questo si aggiungono test ambientali che simulano vibrazioni di lancio, shock e condizioni termiche estreme tipiche dello spazio.

La NASA richiede anche verifiche su sicurezza, gestione dei guasti e controlli software, perché ogni pezzo di hardware incluso nel manifest deve rispettare procedure rigorose. Ed è qui che Isaacman ha evidenziato un’altra novità: l’agenzia ha accelerato processi che di solito richiedono anni, con una sorta di “urgenza operativa” destinata a diventare la norma per le future missioni.

Un percorso più rapido farà sicuramente discutere, ma permette di capire come la NASA stia ripensando il modo in cui valuta gli strumenti destinati a orbita e superficie lunare, pur restando dentro i limiti di sicurezza richiesti per l’equipaggio.


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