Nessuno deve scegliere tra lavorare e vivere
I nomi di tutte le vittime dell’ex Ilva vengono scanditi sul palco del concerto dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto, dove oltre la musica trovano spazio la Flotilla, la galleria degli orrori dei Governi di Tomaso Montanari, l’appello di Francesca Albanese e di decine di esponenti della società civile. I volti degli operai scomparsi sono sullo sfondo e ai lati della scena, la testimonianza della moglie di Claudio Salamida, morto sul lavoro all’Ilva a gennaio, precipitando da un’altezza di 7 metri per la rottura di una passerella mentre era al lavoro nell’acciaieria 2, raccoglie applausi e lacrime. “In questo primo maggio – dice Maria Teresa D’Aprile per bocca della sua avvocata – non ho parole di celebrazione ma di verità. Sono qui perché la sua storia non diventi solo un nome in una lista. Merita giustizia non solo lui ma tutti, perché nessuno debba più scegliere tra lavorare e vivere”. Un ricatto quotidiano che a Taranto trova il culmine ma che non fa più differenza di territorio.
Riondino: “Il siderurgico vincerà, ma il futuro della città è nei giovani”
“Noi forse non vinceremo mai contro il siderurgico – ha detto dal palco uno dei direttori artistici, l’attore e regista Michele Riondino – non saremo noi a chiuderlo, anche perché il mercato ha già chiuso quella fabbrica che da anni non produce acciaio ma cassa integrazione, voti, campagna elettorale e tessere sindacali, ma abbiamo la generazione di giovani che rappresentano il futuro di questa città, che sanno che Taranto non dipende dall’acciaieria, Taranto ospita quell’acciaieria”.
Il collegamento con la Flotilla e l’inviato del Fatto Quotidiano
Quei giovani hanno riempito il Parco Archeologico delle Mura Greche: sul palco, nel primo pomeriggio, il collegamento con l’inviato del Fatto Quotidiano sulla Flottilla, Alessandro Mantovani. “È una missione civile e non violenta – ha detto -, una missione per il ripristino della legalità internazionale perché illegale è il blocco navale della Striscia di Gaza, quello che sostanzialmente è un atto di pirateria: lo stop del transito delle imbarcazioni che cercano di attraversare il Mediterraneo intercettando le imbarcazioni nel mare tra Grecia e Italia”.
Francesca Albanese: “A Roma si festeggia sponsorizzati dall’Eni”
E ancora la musica, protagonista indiscussa, e gli interventi della società civile. Fino al momento clou, tra le esibizioni di Giorgio Poi e di Brunori Sas, del monologo della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. “Il giorno dei lavoratori va commemorato e non festeggiato,” dice facendo riferimento anche al concerto del Primo Maggio di Roma: “A 500 km da qui si festeggia con un grande concerto, sponsorizzato tra gli altri dall’Eni, un’azienda che è un emblema, certo non il peggiore, dello sfruttamento dell’ambiente e delle persone che lo abitano”. La consapevolezza, aggiunge, “è la chiave per attivare un processo dialettico di liberazione. A Taranto come a Gaza, in Palestina come in Italia, in Europa. Per me questo non è un gesto simbolico ma un tributo ai caduti dell’Ilva come ai caduti in Palestina”.
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