Abruzzo

Tre plessi spostati a catena, senza considerare spazi e costi


Tre plessi della scuola di via Anello, a Guardiagrele, trasferiti. E i consiglieri del gruppo Grande Guardiagrele, Piergiorgio Della Pelle, Liliana Rullo, Beatrice Rosica e Massimo Mattioli, contestano sia la soluzione individuata per ricollocare gli alunni, sia il modo in cui ci si è arrivati. 

Il problema è nato dalla sospensione dei lavori alla scuola di via Anello, l’edificio che avrebbe dovuto ospitare la secondaria di primo grado, durata alcuni mesi e che, dicono gli esponenti di minoranza, “rendeva prevedibile la mancata consegna della struttura per l’inizio dell’anno: un esito che in piena campagna elettorale veniva invece escluso. A poche settimane dalla campanella, e fino a martedì 4 agosto, né l’amministrazione né la scuola avevano comunicato alle famiglie dove sarebbero andati i bambini”.

Il gruppo consiliare contesta “le scelte politico-amministrative compiute dalla maggioranza dopo la sospensione dei lavori, a seguito di tutti i provvedimenti e i comportamenti consequenziali intervenuti dopo le decisioni della magistratura amministrativa. Una vicenda che dura da mesi e che arriva alla vigilia dell’anno scolastico senza una soluzione condivisa con le famiglie”.

Apprendiamo che famiglie e personale scolastico sono stati convocati dal Comune, a un incontro al quale non siamo stati invitati, e che da lì è emersa l’ipotesi di uno spostamento a catena: la primaria nella sede dell’infanzia di via Anello, i bambini dell’infanzia in via Cavalieri, la secondaria di primo grado nella nuova scuola primaria di via Cappuccini. Tre plessi movimentati per recuperare i mesi persi, annunciati in una riunione”, riporta il gruppo.

L’opposizione elenca le criticità di una soluzione che ritiene adottata senza i numeri alla mano: “La normativa sull’edilizia scolastica fissa in almeno 1,80 metri quadri per alunno, al netto degli arredi fissi, la superficie delle aule dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado: prima di spostare una classe bisogna misurare l’aula che la accoglierà. Le famiglie iscrivono i figli a un plesso preciso, con un proprio codice identificativo: si sceglie una scuola anche per dove si trova, per come ci si arriva a piedi, per gli spazi e i laboratori che ha. Cambiarla d’ufficio significa cambiare le condizioni su cui quella scelta era stata fatta. E ogni spostamento complica vigilanza, orari e piani di emergenza, che restano in capo al dirigente scolastico, mentre gli interventi sugli edifici spettano al Comune”.

Manca poi il conto”, proseguono. “Adattare aule pensate per bambini di tre anni a ragazzi di tredici, spostare arredi e attrezzature digitali della primaria, mettere a norma bagni e spazi comuni ha un costo che ricade sul bilancio comunale e richiede un tempo che nessuno ha quantificato”.

Il rischio che il gruppo segnala è che le famiglie, davanti a una scuola divisa su tre indirizzi e a un anno di provvisorietà, scelgano di iscrivere i figli altrove.

Chiediamo all’amministrazione di rendere note le metrature delle aule destinate a ciascuna classe, i costi degli adattamenti e il cronoprogramma per il completamento della scuola di via Anello e il rientro dei bambini”, conclude il gruppo consiliare.


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