Marche

«La variante? Era legittima. Abbiamo i soldi per finirlo»

ANCONA «Il sesto piano del Salesi ci era stato chiesto dall’allora direttore generale del Salesi Michele Caporossi, nel 2021. Era sembrata una richiesta legittima all’Ars, l’Agenzia regionale per la Sanità, e l’avevamo trasmessa agli uffici per dare continuità alla filiera di cure mamma-bambino». Comincia così la replica di Francesco Baldelli, assessore regionale all’Edilziia sanitaria, dopo l’entrata in tackle dell’Anac – l’Autorità nazionale Anticorruzione – sul cantiere del nuovo ospedale materno-infantile di Torrette. Dai tempi fin troppo dilatati ai costi lievitati in maniera sospetta, l’Autorità aveva ieri messo in fila una serie di rilievi che adombravano quantomeno delle irritualità, se non delle irregolarità, soprattutto nell’iter di approvazione della variante numero 2 al progetto, quella che ha introdotto 82 posti letto e un piano in più (il sesto) per riportare nel futuro Salesi Ginecologia e le sale parto, che invece sarebbero dovute essere trasferite al Riuniti.

I rilievi

Per l’Anac, questa variante non sarebbe riconducibile alla riorganizzazione post-Covid delle strutture sanitarie, come invece sostenuto da Palazzo Raffaello, e si tratterebbe di una vera e propria riprogettazione dell’intervento, che tra valore economico (26 milioni, il 48% dell’appalto) e tempo impiegato (slittamento di 5 anni della consegna) ha portato i tecnici Anac a chiedersi se non fosse stato necessario bandire una nuova gara d’appalto per tutelare la concorrenza. Baldelli, però, difende a spada tratta la decisione di approvare la perizia di variante. E non cita a caso il nome di Michele Caporossi, oggi consigliere regionale d’opposizione, ma all’epoca Dg dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Lui che fu nominato dalla giunta Ceriscioli, dal centrosinistra. Come a dire: la necessità di intervenire era talmente lampante da essere bipartisan. Quanto al Covid, semplicemente la necessità di più posti letto in terapia intensiva e di triage separati in pronto soccorso aveva fatto venir meno gli spazi che al Riuniti dovevano ospitare Ginecologia e le sale parto, quindi spostate al nuovo Salesi con la variante. L’Anac lo definisce «effetto trascinamento».

Le conseguenze

Beghe politiche a parte, ciò che interessa gli anconetani (e non solo) è l’effetto dei rilievi dell’Anac sul cantiere. In fondo, già la fine dei lavori non è prevista prima di ottobre 2027 (e doveva essere a fine 2022), ora non c’è il rischio che si blocchi tutto? A rispondere al quesito sono i tecnici dell’ufficio Lavori pubblici della Regione Marche. «Anac ci ha semplicemente chiesto di tenerli aggiornati in merito ai lavori» spiegano. Niente stop ai lavori, che attualmente sono concentrati sulle fondamenta. Per Baldelli, però, «le fasi più difficili sono state superate». In realtà, Anac ha chiesto anche di garantire fin da ora le risorse necessarie a completare il Salesi, visto che dalla variante erano stati stralciati interventi di rifinitura e di impiantistica delle sale operatorie senza i quali l’ospedale non potrebbe funzionare. Per Anac, la scelta fu dovuta alla necessità di non sforare il tetto del 50% del valore della variante rispetto all’appalto originario (infatti siamo al 47,7%). Per la Regione, invece, le cose stanno diversamente. Integrano i tecnici: «In nessun altro ospedale noi finiamo le sale operatorie. Vorrebbe dire comprare oggi una macchina per una struttura che apre tra 5 anni, con il rischio che la sala operatoria sia poi già in parte vecchia». Perciò, queste lavorazioni, si fanno «sei mesi prima» dell’apertura. E i fondi? Palazzo Raffaello rassicura: «Li abbiamo». Calma e sangue freddo: Anac, non ti temono.




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