382 famiglie ancora sfollate, tante percepiscono l’ex Cas. E le ordinanze di sgombero non si fermano

ASCOLI Tra cantieri che chiudono e altri che si aprono, tra impalcature che si smontano e quelle che si montano, sono al momento 382 le famiglie ascolane sfollate che percepiscono il contributo di disagio abitativo (attivato a fine 2024 al posto dei Cas) a seguito degli interventi post sisma per sanare le ferite provocate dal terremoto del 2016. Uno scenario che rende ancora l’idea di un numero consistente di erogazioni dovuto al fatto che a fronte di nuclei familiari che man mano, a lavori conclusi, tornano nella propria abitazione, si affiancano anche nuovi cantieri in partenza in altri appartamenti che richiedono, inevitabilmente, l’evacuazione.
I costi
Una sorta di altalena numerica che, a 10 anni dalle prime scosse, a fronte di una graduale flessione numerica, passando dai 470 nuclei beneficiari del contributo nel gennaio 2025 si è ora a quota 382, nello scorso mese di marzo ha fatto registrare comunque erogazioni intorno ai 300mila euro. Un numero di famiglie beneficiarie del sostegno economico che, stando alle conferme che arrivano dall’Arengo, si mantiene sulla stessa entità anche a seguito del rinnovo totale delle richieste di contributo che andavano presentate entro lo scorso 31 marzo.
Famiglie e contributi
«Sul fronte dei contributi di disagio abitativo – sottolinea il vice sindaco Massimiliano Brugni con delega alle Politiche sociali a cui fa riferimento anche il sussidio legato al terremoto – riscontriamo una grande, costante e consistente attività che vede nuclei familiari beneficiari del sostegno economico sia in uscita che in entrata. In pratica, c’è un ricambio tra chi rientra nella propria abitazione echi invece, con sblocco di altri cantieri, deve lasciare l’appartamento per l’avvio dei lavori post sisma. Sicuramente, il numero delle famiglie beneficiarie scende gradualmente, considerando che a gennaio 2025 erano circa 470, nel gennaio scorso erano scese a quota 400, mentre a marzo si è scesi a 382 nuclei familiari considerando, ad esempio, che nell’ultimo periodo, a fronte di 34 famiglie che sono rientrate a casa ce ne sono state 16 che hanno dovuto lasciare l’abitazione per l’avvio dei lavori». E anche nella fase di rinnovo, previsto entro il 31 marzo scorso, delle domande per percepire il contributo di disagio abitativo fino a dicembre 2026, come conferma Brugni «si è rimasti in linea con il dato del mese di marzo». In altre parole, è comunque uno scenario in continua evoluzione, considerando che mentre ci sono nuclei familiari che stanno finalmente tornando a casa, come confermano alcune ordinanze in alcune zone quali ad esempio via Sassari, via San Giuliano, via Verdi e Piagge, di contro c’è la partenza di altri cantieri tra quelli in attesa di essere sbloccati.
L’evoluzione
Analizzando l’evoluzione dello scenario per il contributo abitativo, nel corso dell’ultimo anno, proprio sul fronte dei beneficiari, si è registrata perlomeno una lieve riduzione del numero di famiglie richiedenti, passando da contributi liquidati a 464 famiglie nel gennaio 2025 (per oltre 345mila euro mensili), poi a 432 nel giugno dello stesso anno (oltre 321mila euro mensili), a 403 nuclei familiari nel dicembre scorso (303mila euro mensili) per arrivare al gennaio scorso con 400 famiglie beneficiarie e una erogazione di oltre 290mila euro e a marzo, come detto, con 382 famiglie. Considerando, comunque, che rispetto al passato, ovvero fino a una parte del 2024, non ci sono più i contributi (i vecchi “Cas”) per le famiglie che al momento del sisma abitavano in una casa in affitto.




