Marche

Niente proroga per il Donoma, la discoteca chiuderà i battenti. Martedì l’ultima serata

CIVITANOVA Si è consumato l’ultimo sabato sera al Donoma. Il locale aperto nel 2013 negli spazi del cinema Adriatico chiuderà i battenti. L’intero edificio diventerà un grande condominio. Uno stabile che ha ospitato anche il pub O’Connell, poi diventato discoteca Taboo (ora ristorante del Donoma), un negozio di vendita e noleggio di videocassette e, sul lato Sud, anche il commissariato di polizia. Ci aveva provato Daniele Maria Angelini a chiedere una proroga ai proprietari, ma invano. Comunque il Donoma può rinascere altrove.

  

 

«Dopo 13 anni di attività, di cui gli ultimi cinque sotto la mia gestione, si conclude questa esperienza – dice Angelini –.

Ho tenuto in piedi il locale anche dopo averlo acquistato dal Tribunale di Macerata, ma purtroppo non è stato possibile trovare un accordo con la proprietà, la società Saci dei fratelli Torresi. Noi avevamo proposto una soluzione temporanea, con accordi “tre mesi per tre mesi”. Non si trattava di andare avanti a tempo indefinito, ma di avere un margine per gestire la transizione. Nonostante anche l’interessamento di Massimo Torresi, che oltre a essere socio è un mio caro amico, non si è arrivati a un’intesa». Il contratto di affitto era scaduto il 5 dicembre 2025, 12 anni dopo l’inaugurazione concessa la possibilità di continuare per un po’ l’attività.

«È giusto ricordare chi ha investito e costruito questo locale – continua l’imprenditore – come Longhi e Lattanzi. Esperienze come lo Shada e il Donoma hanno rappresentato un vero volano per lo sviluppo turistico, della movida e dell’intrattenimento a Civitanova». Di sicuro non rimpiangeranno il locale i residenti. «Avere un locale in centro può creare qualche problema, come gli schiamazzi del sabato sera – sottolinea Angelini -. Ma allo stesso tempo il Donoma ha portato benefici concreti a tante attività: bar, hotel, ristoranti. Richiamava pubblico da tutta la regione e anche da fuori. Sul piano occupazionale parliamo di 50-70 persone impiegate tra sicurezza e staff interno. Oggi c’è sgomento tra i lavoratori».

Secondo Angelini è una scelta non condivisibile quella della proprietà dell’immobile. Ora entro 40 giorni il locale deve essere liberato. «Abbiamo chiesto una proroga perché smontare tutto richiede ditte specializzate e tempi tecnici adeguati – continua Angelini che poi parla della movida in generale –. Negli ultimi anni è cambiata, purtroppo anche in peggio. Non è solo un problema del Donoma: a Civitanova, nelle città vicine e in tutta Italia ci sono episodi di violenza, risse, problemi di sicurezza. È una questione nazionale».

Ma, come detto, il Donoma può rinascere: «Il marchio resta mio e ha un valore importante. Sto valutando nuove opportunità con altri investitori. Potrebbero esserci nuove location, anche fuori da Civitanova. Stiamo guardando con interesse anche zone come Porto Sant’Elpidio. Serve crederci e ripartire». A Civitanova l’ultima serata sarà martedì con l’evento “Ritmo. La ultima noche”.




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