Umbria, indice di vecchiaia cresce ancora: mappa comune per comune

In Umbria l’indice di vecchiaia è cresciuto ancora, passando da 238,3 rilevato al primo gennaio 2024 e raggiungendo quota 247,4 al primo gennaio 2025. L’indice di vecchiaia, che misura il rapporto tra gli ultra 65enni e la popolazione da zero a 14 anni residente nella regione, resta marcatamente superiore a quello medio italiano, che è comunque in crescita, ma si è fermato a 207,7. Il quadro viene fornito dall’Istat che nei giorni scorsi ha aggiornato i fascicoli regionali del censimento permanente.
In particolare, però, l’indice di vecchiaia è decisamente più alto in provincia di Terni, dove schizza a 283,6 mentre lo scorso anno si era fermato a 275,2. In provincia di Perugia, invece, il rapporto tra residenti e over 65 e under 14 è passato da 227,1 a 236,3 del primo gennaio 2025.
La bilancia demografica si appesantisce ulteriormente, come certifica l’Istat, separando gli italiani dagli stranieri. Restando sempre in Umbria, l’indice di vecchiaia della sola popolazione italiana residente lievita a 275,4 (contro 247,4 medio regionale) mentre quello degli stranieri è addirittura a due cifre, attestandosi a 67,3.
L’Istat ha poi calcolato l’indice di vecchiaia comune per comune, permettendo di elaborare una mappa interattiva, che Umbria24 propone in fondo all’articolo: il meccanismo è sempre lo stesso, passando col cursore sopra al territorio comunale viene indicato l’indice di vecchia.
Il record spetta a Poggiodomo, il comune più piccolo dell’Umbria, dove il rapporto tra gli ultra 65enni e i residenti con meno di 14 anni è impressionante, attestandosi a 1.566,7. Ma sono diversi i comuni dell’area interna della Valnerina a piazzarsi nelle prime posizioni: dietro Poggiodomo, infatti, il secondo indice di vecchiaia più alto dell’Umbria lo fa rilevare Sellano (594,9) seguita da Monteleone di Spoleto (475) e Sant’Anatolia di Narco (474,3). La top ten prosegue con Parrano (457,5); Montecchio (455); Costacciaro (451,3); Calvi dell’Umbria (416,3); Paciano (389,2); e Montegabbione (384,2).
Dalla parte opposta della classifica, quindi con l’indice di vecchiaia più basso, si piazza Corciano con 169,1. Seguono: Giano dell’Umbria (181,4); Bastia Umbria (183,8); Umbertide (194,3); Citerna (196,9); e Torgiano (197,9), che sono gli unici comuni che nel rapporto tra over 65 e under 14 si fermano sotto quota 200.
Tra i comuni più grandi ad avere un indice di vecchiaia più basso di quello medio regionale (247,4) ci sono Perugia (224,2) e Foligno (229,8) ma anche Assisi (230,2) e Città di Castello (237). Oltre al valore medio umbro, invece, ci sono Terni (268,1) e Gubbio (268,4), Amelia (270,5) e Spoleto (283,7), Orvieto (299,1), Todi (300,1) e Narni (320,6).
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