Obbligo di usare Microsoft Word al liceo Leonardo da Vinci: le critiche della rete Software libero Liguria

Genova. Una circolare scolastica interna accende la protesta dei sostenitori del software libero e apre un caso sulla gestione degli strumenti informatici nella scuola pubblica. In una circolare, firmata dal dirigente scolastico del liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci”, sarebbe arrivato l’input per i docenti delle classi quinte di consegnare il Documento del 15 maggio per l’Esame di Stato esclusivamente “in formato WORD”.
A sottolinearlo in una nota stampa la rete regionale Software Libero Liguria, che contesta la legittimità della richiesta. Secondo gli attivisti, imporre un simile vincolo costringe di fatto il personale della scuola a utilizzare un prodotto commerciale specifico.
Il punto centrale della protesta riguarda la legittimità tecnica e giuridica dell’ordine di servizio. Nel proprio comunicato, la rete Software Libero Liguria chiarisce che «il “formato WORD” non esiste. Esiste il programma Word di Microsoft, un software proprietario per la scrittura di testi». Gli attivisti spiegano che tale programma utilizza come formato nativo l’“OOOXML Transitional”, uno standard “progettato in modo specifico per impedire l’interoperabilità e rendere difficile la conservazione del documento nel tempo”.
Le critiche si concentrano anche sull’aspetto economico e normativo del provvedimento: “Il Dirigente, nel chiedere l’inesistente “formato WORD” ma intendendo molto probabilmente riferirsi al programma Microsoft Word, obbliga implicitamente i docenti a usare un software e un formato proprietario oltre al pagamento di una licenza d’uso”.
Questa imposizione, secondo la rete SLL violerebbe l’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), il quale stabilisce che le pubbliche amministrazioni debbano preferire soluzioni open source. “Esiste l’alternativa LibreOffice – si legge nella nota – distribuita con una licenza di software libero utilizzabile con tutti i sistemi operativi e in grado di girare anche su computer più datati rispetto a Microsoft Word2.
Il caso locale ha rapidamente assunto una dimensione nazionale, chiamando in causa esperti del settore che denunciano un eccessivo affidamento della scuola italiana alle grandi multinazionali del web, Italo Vignoli, fondatore di The Document Foundation, ha espresso forte preoccupazione per la tutela dei dati e dei contenuti. “Il formato standard e aperto dei documenti ODF garantisce agli utenti il pieno controllo sui contenuti, a differenza dei formati proprietari che lasciano il controllo all’azienda. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui viene costruita una cultura di libertà e indipendenza, e questo è possibile solo utilizzando software libero e formati standard e aperti, che sono alla base della sovranità digitale”.
A supporto di una possibile alternativa, Paolo Dongilli, coordinatore del progetto FUSS della provincia di Bolzano, ricorda come il cambiamento sia praticabile: “Le scuole in lingua italiana dell’Alto Adige (circa 77 plessi scolastici) da vent’anni usano GNU/Linux e software libero nella didattica; così siamo riusciti a dimostrare nei fatti che è possibile rompere il lock‑in del software proprietario”.
L’associazione Software Libero Liguria conclude chiedendo la revisione immediata della circolare e invocando un cambio di rotta generale per sottrarre gli istituti scolastici al controllo delle Big Tech, in nome della libertà di insegnamento e dell’autonomia culturale della scuola pubblica.




