Este, dopo cinquant’anni riprendono gli scavi all’area Olmo

Parte una campagna di ricerche archeologiche all’area “All’Olmo”, ad Este. Un intervento promosso dal Comune e dall’università di Verona, con la concessione del Ministero della Cultura Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno e un contributo da parte di Fondazione Cariparo.
Il passaggio anticipa la riqualificazione dell’intera area, che diventerà presto un parco pubblico. Venerdì 22 e 29 maggio, i cittadini potranno partecipare alle visite guidate gratuite curate dagli archeologi per osservare da vicino i progressi delle indagini e i possibili reperti rinvenuti.
Dal 4 al 29 maggio, l’area sarà oggetti di indagini archeologiche, condotte dal Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Ateneo scaligero. Gli scavi mirano a far luce sul Decumano, l’arteria che attraversava la città romana, adiacente a murature molto probabilmente riferibili all’Area del Foro, spazio centrale dell’Ateste romana, fulcro della vita urbana socio-politica, religiosa ed economica. Le strutture di età romana presenti nell’area erano state precedentemente indagate negli anni Settanta-Ottanta del Novecento, ma ancora in gran parte da capire.
«Con questi scavi inizia concretamente la riqualificazione del Parco dell’Olmo, che non sarà soltanto uno spazio verde, ma un vero e proprio centro culturale e sociale – ha affermato il sindaco Matteo Pajola. – Un luogo dove la storia millenaria di Este dialogherà con la comunità di oggi e di domani, promuovendo cultura, inclusione e senso di appartenenza. L’area tra via Olmo e via Salute si prepara a diventare un altro luogo simbolo della rigenerazione cittadina, frutto di una visione strategica e sostenibile per il futuro della città, in un periodo storico di grandi trasformazioni per la nostra città».
«Si tratta del primo step del progetto di valorizzazione dell’area dell’Olmo – ha aggiunto l’assessora alla Transizione Ecologica Beatrice Andreose – i cui lavori partiranno entro breve tempo, che consentiranno di restituire alla Città un’area importante del centro urbano finora ingiustamente chiusa. Gli incontri previsti con la scuola e con la comunità sono una preziosa opportunità di conoscenza del passato della nostra Città, quando, per secoli, il centro civile era spostato tra l’area dell’Olmo e la zona del quartiere Salute».
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