Basilicata

Wlady Nigro: «Nei ristoranti di Tropea prezzi gonfiati»: il sindaco Macrì: «Faccia i nomi e interverremo»

Conti gonfiati ai turisti; è polemica sui prezzi della ristorazione a Tropea dopo l’accusa dell’influencer Wlady Nigro, fondatore di Calabria Food Tour, cui ha replicato il sindaco della città costiera del Vibonese, Giovanni Macrì


TROPEA – Una denuncia affidata ai social riaccende il dibattito sulla qualità dell’accoglienza turistica a Tropea e, più in generale, sulla correttezza dei comportamenti nel settore della ristorazione con particolare riferimento ai prezzi, quella sollevata da Wlady Nigro, fondatore di Calabria Food Tour e tra gli influencer calabresi più conosciuti nel comparto della promozione enogastronomica e territoriale cui ha replicato il sindaco Giovanni Macrì. In un video pubblicato su TikTok, Nigro riferisce di aver ricevuto da alcuni follower stranieri segnalazioni relative a conti “maggiorati rispetto alle consumazioni effettivamente effettuate o all’ordine presentato al tavolo”.

La denuncia nasce da un video del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dedicato a Tropea e alla Costa degli Dei. Nigro prende spunto dalla promozione delle località turistiche calabresi per soffermarsi poi su alcune condotte che, a suo dire, sarebbero state segnalate da visitatori stranieri anche in altre località, non soltanto a Tropea.

NIGRO: “A TROPEA PREZZI GONFIATI: UNA TRUFFA ALL’ITALIANA”

Wlady Nigro

Nel filmato l’influencer parla di una presunta pratica che definisce «truffa all’italiana», sostenendo che alcuni ristoratori avrebbero approfittato della presenza di clienti stranieri. Un’accusa pesante, che lo stesso Nigro collega alle segnalazioni ricevute attraverso i propri canali social: «Lo so perché, oltre ad avere un po’ di screen che mi hanno mandato i follower venuti dall’estero, ho 15 anni di esperienza nel mondo della ristorazione», afferma nel video. Il riferimento è dunque a episodi raccontati direttamente da alcuni utenti, ma nel contenuto pubblicato sui social non vengono indicati nomi di ristoranti, date precise o documentazione relativa ai singoli casi. Ed è proprio su questo punto che si concentra la dura replica del sindaco di Tropea.

IL SINDACO DI TROPEA: “ACCUSE GRAVI, SERVONO FATTI E PROVE”

L’amministrazione comunale respinge infatti l’impostazione generalizzata della denuncia e prende posizione a difesa della categoria dei ristoratori tropeani. Il sindaco sottolinea come definire quella contestata una «truffa all’italiana» e sostenere che molti esercenti «quest’estate si sono davvero divertiti» rappresenti un’accusa particolarmente grave, con il rischio di danneggiare l’immagine dell’intera città.

Per il primo cittadino, le segnalazioni raccolte sui social non possono trasformarsi automaticamente in una condanna pubblica senza elementi concreti che consentano di verificare quanto accaduto: «Non bastano generiche “segnalazioni ricevute dai follower” per trasformare sospetti o racconti indiretti in una pubblica sentenza», è la posizione espressa dall’amministrazione, che evidenzia l’assenza, nel caso specifico, di nomi, episodi circostanziati, date, ricevute o altri elementi verificabili.

Giovanni Macrì

Il Comune, tuttavia, non esclude la possibilità che possano essersi verificati comportamenti scorretti. Anzi, il sindaco invita Nigro a mettere a disposizione degli organi competenti eventuali elementi in suo possesso: «Se tra i ristoratori di Tropea vi fosse qualcuno che altera i conti o approfitta dei turisti stranieri, i primi ad avere interesse a conoscerne l’identità saremmo proprio noi», afferma il primo cittadino, assicurando che eventuali responsabilità sarebbero perseguite con gli strumenti previsti dalla legge.

L’INVITO DI MACRÌ A NIGRO A DENUNCIARE I CASI A TROPEA

Da qui l’invito rivolto direttamente all’influencer: fornire nomi, circostanze e documentazione delle presunte irregolarità. Gli elementi, sottolinea il sindaco, potrebbero essere trasmessi pubblicamente oppure in forma riservata all’amministrazione comunale e agli organi competenti: «Se possiede prove, collabori affinché i responsabili siano individuati. Se non le possiede, eviti di marchiare come truffatori, direttamente o indirettamente, centinaia di imprenditori e lavoratori onesti», è la richiesta dell’amministrazione.

La vicenda si sposta così dal terreno dei social a quello della responsabilità delle accuse pubbliche. Da una parte la denuncia di un influencer che sostiene di aver raccolto testimonianze e segnalazioni da turisti stranieri; dall’altra il Comune che chiede fatti verificabili e contesta il rischio di una generalizzazione capace di compromettere la reputazione di un comparto fondamentale per l’economia della città.

MACRÌ: “TUTELEREMO L’IMMAGINE DELLA NOSTRA CITTÀ”

Nella replica, il sindaco annuncia inoltre che l’amministrazione valuterà, attraverso i propri legali, eventuali iniziative a tutela dell’immagine della città nei confronti dei soggetti responsabili della diffusione di affermazioni ritenute lesive. Il Comune auspica anche un intervento delle associazioni di categoria a difesa della ristorazione tropeana, ribadendo che eventuali comportamenti illeciti devono essere individuati e sanzionati, ma senza coinvolgere indistintamente l’intera categoria: «La libertà di denuncia è sacrosanta; la denigrazione generalizzata non lo è», è il principio ribadito dall’amministrazione.


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