Veneto

A Padova il 12,4% delle ditte individuali è guidato da imprenditori ultrasettantenni


Nel Padovano le imprese individuali il cui titolare ha 70 anni o più sono 5.723. Un numero consistente che colloca la città del Santo in decima posizione nella classifica nazionale delle province che in numeri assoluti contano su più imprese individuali over 69.

Di fatto l’incidenza sul totale delle ditte individuali, complessivamente 46.153 presenti nella provincia, è pari al 12,4%. E se tra 2015 e 2025 i numeri assoluti dei titolari over 69 della provincia euganea è calato di qualche unità (-199) ciò non è comunque bastato a rallentare la crescita dell’incidenza del fenomeno sul totale: nel 2015 queste rappresentavano “solo” l’11,2% del totale. Di fatto l’incremento, pure a fronte di un calo dei numeri assoluti, è stato del +1,2%.

Un fenomeno che si spiega con la complessiva e più robusta diminuzione del numero delle imprese individuali presenti sul territorio nello stesso periodo. «E se da una parte inorgoglisce la tenacia e la solidità delle aziende condotte dagli over 69 – affermano da Cna Padova e Rovigo – guardare il bicchiere mezzo pieno non restituisce la complessità di un fenomeno che ha tratti obiettivamente inquietanti».

Tra 2014 e 2024 (ultimi dati disponibili raccolti da dossier di Cna nazionale dal titolo “Imprese senza ricambio”), nel Veneto, per altro regione che esprime ben 3 province su 15 per numero assoluto di imprese individuali con titolari settantenni o più (Padova decima, Treviso undicesima e Verona quindicesima), le imprese giovanili sono calate addirittura del 17,8% dalle 41.300 circa del 2014 alle poco meno di 34mila di due anni fa.

Nella sola provincia di Padova, invece, secondo dati del Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo, su dati del Registro Imprese le attività giovanili, quelle il cui titolare è un under 35, erano, l’anno scorso, 6.060 con una flessione, tra il 2015 e il 2025, del 17,8%.

Un dato che non si può certo attribuire alla scarsa buona volontà degli under 40: tra 2015 e 2026 la popolazione giovanile del Padovano è calata di più 11.600 mila unità, con una flessione del 5,5% che porta gli under 40 di poco sopra quota 198 mila.

La dichiarazione

«In un contesto di inverno demografico sempre più evidente – afferma Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – certamente conforta la capacità di resistere degli over 69. Tuttavia ciò non nasconde la preoccupazione per un futuro in cui il profondo e articolato patrimonio di competenze e saper fare delle imprese artigiane e delle ditte individuali di questo territorio rischia di scomparire lentamente. Per questo dobbiamo affrontare il tema del passaggio generazionale delle aziende con serietà e intelligenza. Un tema che non può essere affrontato soltanto come una questione ereditaria. Serve una vera politica per la trasmissione d’impresa, favorendo l’incontro tra imprenditori che intendono uscire dall’attività e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e rendendo più semplice l’accesso al credito per chi rileva un’azienda».

«Occorre inoltre rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati al passaggio generazionale, sostenere le operazioni di workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria. Particolare attenzione va riservata all’artigianato e alle piccole imprese, dove il valore dell’azienda risiede spesso soprattutto nelle competenze personali dell’imprenditore e dove una successione non preparata può determinare la scomparsa definitiva di mestieri, conoscenze e produzioni».

«Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio – conclude Montagnin -. In una provincia che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con sempre meno giovani, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere capacità produttiva, occupazione e futuro dei territori».


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