Mondo

Via all’evacuazione della nave. Preoccupa solo un francese

Un’operazione di squadra mai vista quella iniziata ieri per evacuare la nave da crociera con a bordo le tre vittime di Hantavirus.

In tutto verranno isolati e imbarcati sugli aerei 150 passaggeri di varie nazionalità, tutti senza sintomi, tranne un uomo francese per cui è immediatamente scattato l’isolamento in attesa di sapere se è positivo o no. Ieri 90 sono decollati per Madrid e per Parigi per raggiungere gli ospedali e iniziare l’iter di osservazione. Tute, visiere, maschere di protezione. Uno sforzo di sicurezza mai visto, a cui ha preso parte anche il direttore generale Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Parte dell’equipaggio della MV Hondius, così come la salma di un passeggero deceduto a bordo, rimarranno sulla nave, che (per la gioia di Tenerife, che si sente la “discarica” d’Europa) proseguirà la navigazione per altri cinque giorni verso Rotterdam, nei Paesi Bassi, dove verrà sottoposta a disinfezione: gli americani a bordo saranno portati in un centro medico nel Nebraska (ma non automaticamente messi in quarantena), l’Olanda invierà voli charter per recuperare altri 29 passeggeri, idem la Gran Bretagna. L’Australia sta inviando un aereo, il cui arrivo è previsto per oggi, per evacuare i propri cittadini. Francia, Canada, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia, Irlanda e Stati Uniti: “Il meccanismo sta funzionando con tutta normalità e in assoluta sicurezza” ha detto il ministro spagnola della Sanità, Monica Garcia.

A bordo, ad aiutare nelle operazioni, anche un epidemiologo italiano, Ettore Severi. Famiglia di farmacisti di Grosseto, lavora per la Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) e ha già gestito l’epidemia di Ebola in Africa. E un altro epidemiologo, Boris Pavlin (Oms) specifica che quelle in arrivo saranno due settimane delicate: per dichiarare chiuso il pericolo Hantavisrus bisognerà aspettare giugno.

Quello che lascia basiti è che, di fronte a una mobilitazione di questa portata, ci siano leggerezze da parte dei passeggeri che rischiano di mettere in pericolo tutti. È il caso dello YouTuber turco Ruhi Cenet: dopo lo sbarco di 15 giorni fa sembra aver partecipato a un matrimonio affollato a Istanbul. “È incredibile pensare alla serie di errori gravi commessi su quella nave. E a quanto pare anche fuori dalla nave. Ci vuole massima attenzione. Con i virus non scherza” si infuria in un post su X Matteo Bassetti, medico infettivologo. A rischiare di mandare all’aria i piani di prevenzione dei focolai potrebbe anche essere qualcuno dei 29 passeggeri scesi all’isola di Sant’Elena, nell’oceano Atlantico, a fine aprile. Appartenevano a 12 paesi diversi e non è chiaro se tutti abbiano rispettato isolamento e quarantena. Incrociando altre persone sui voli di linea e nei loro spostamenti, potrebbero aver contagiato qualcuno e dato inizio alla catena infernale. Ma non è dato sapere: anche in questo caso bisognerà aspettare i tempi di eventuale incubazione del virus.

Le autorità inglesi hanno gestito un sospetto contagio in stile Mission Impossible: sei paracadutisti e due medici militari si sono lanciati dal cielo per portare

aiuto d’urgenza a un sospetto paziente e alla micro popolazione di Tristan da Cunha, uno degli insediamenti umani più remoti del pianeta nel mezzo dell’Oceano Atlantico meridionale e sprovvisto di una pista di atterraggio.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »