Abruzzo

veterinario Asl chiede la messa alla prova, per la Lida di Ortona “ore di agonia che gridano giustizia”


Un cane gravemente ferito, con l’addome squarciato e le viscere fuoriuscite, rimasto per circa due ore in agonia senza ricevere soccorso veterinario urgente: è la vicenda al centro del procedimento penale in corso a Lanciano, nel quale risulta imputato un dirigente medico veterinario della Asl Lanciano Vasto Chieti, accusato di maltrattamento di animali per omissione di soccorso.

Nel corso dell’udienza preliminare l’imputato ha richiesto la messa alla prova, misura che evita il processo attraverso un percorso di lavori di pubblica utilità e prescrizioni, la cui concessione è ora rimessa alla valutazione del giudice. Sulla questione la Lida-Lega italiana dei diritti dell’animale di Ortona si è costituita parte civile, rappresentata e difesa dall’avvocato Peppino Polidori.Secondo l’associazione, la mancata assistenza da parte del medico veterinario dell’Asl rappresenta “una grave violazione dei doveri istituzionali, capace di compromettere la fiducia collettiva nel servizio veterinario pubblico”. 

I fatti risalgono al pomeriggio del 15 giugno 2023, in località Villa Elce a Lanciano. Alcuni cittadini si erano trovati davanti a un animale in condizioni disperate: ferite gravissime, perdita di sangue, evidente eviscerazione e immediatamente richiedevano intervento urgente dei servizi veterinari Asl  02 tramite polizia locale e Comune. Ma, secondo quanto emerso dagli atti, nonostante le ripetute richieste, il veterinario di turno avrebbe rifiutato di intervenire, sostenendo che si trattasse di un “cane di quartiere” e avrebbe indicato ai cittadini di provvedere autonomamente alle cure, anche tramite una “colletta”.

 “Per 2 ore quel cane è rimasto a terra – ricordano dalla Lida –  vivo, cosciente, in condizioni di sofferenza estrema. Solo grazie alla tenacia dei cittadini che hanno infine chiesto intervento dei carabinieri forestali di Lanciano, guidati dal maresciallo capo Massimiliano Borrelli, l’animale veniva soccorso. Il cane veniva trasportato immediatamente dai militari presso il canile sanitario di Lanciano per le prime cure urgenti e successivamente trasferito d’urgenza presso l’ospedale veterinario universitario didattico di Teramo”.

Nonostante l’intervento chirurgico effettuato in clinica, l’animale moriva il giorno successivo, dopo una lunga agonia. 

Le successive indagini condotte dai carabinieri forestali di Lanciano hanno evidenziato gravi responsabilità in capo al dirigente veterinario Asl, rilevando come l’animale sia stato costretto a sopportare circa due ore di inutili e marcate sofferenze. “Quelle due ore di agonia gridano giustizia. Il soccorso veterinario agli animali vaganti feriti non è una scelta discrezionale, ma un obbligo giuridico e morale”, afferma la Lida Ortona.

Ricevi le notizie di ChietiToday su Whatsapp

 

Per l’associazione, la richiesta di messa alla prova non può cancellare la gravità dei fatti contestati né la sofferenza patita dall’animale.
“Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto le pene per i reati contro gli animali siano insufficienti. Chiediamo verità, responsabilità e pene realmente adeguate alla gravità di simili condotte”.

La Lida Ortona annuncia che continuerà a seguire il procedimento con attenzione, chiedendo piena verità e giustizia.

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »