Calabria

Vertice sul progetto digitalizzazione in Calabria: Confial chiede unità e un piano industriale serio



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Si è svolto oggi l’incontro tra l’Assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, il Segretario Confederale Regionale della CONF.I.A.L., Fabio Tomaino, e una rappresentanza dei lavoratori impegnati nel progetto di digitalizzazione in Calabria.

“Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’Assessore a rappresentare le interlocuzioni già avviate con il Poligrafico dello Stato e con altri soggetti imprenditoriali, con l’obiettivo di arrivare già nel mese di settembre a una proposta concreta di rilancio del progetto. È un segnale importante che accogliamo con favore e sul quale misureremo i risultati. Ma c’è un aspetto che non possiamo più ignorare. Continuiamo a ritenere incomprensibile che, su un progetto che coinvolge oltre ottocento lavoratori e tre interi territori della Calabria, si continui a procedere con tavoli separati. Se davvero l’obiettivo è salvaguardare il lavoro e rilanciare il progetto di digitalizzazione in Calabria, non esistono sigle che possano venire prima dell’interesse dei lavoratori, altrimenti saranno proprio i lavoratori a pagare il prezzo di responsabilità organizzative e gestionali che non sono le loro”. Lo ha affermato in una nota il Segretario Confederale Regionale CONF.I.A.L., Fabio Tomaino, al termine dell’incontro.

“L’unità non indebolisce nessuno. Al contrario, rafforza il confronto, mette insieme idee, competenze e proposte. Chi sceglie di dividersi trasmette inevitabilmente un messaggio diverso, quello di una competizione che oggi i lavoratori non comprendono e che la Calabria non può permettersi. Allo stesso modo lascia perplessi sentire parlare oggi di “monitoraggio permanente”. Quel monitoraggio era già previsto dall’accordo del 19 dicembre 2024, che impegnava le parti a svolgere una costante attività di verifica tecnica, organizzativa e occupazionale sull’attuazione del progetto di digitalizzazione. Era allora che bisognava vigilare sull’organizzazione del lavoro, sulla sicurezza, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sull’efficienza del progetto. Se quel monitoraggio fosse stato realmente esercitato con continuità e rigore, probabilmente molte delle criticità denunciate in questi mesi sarebbero state affrontate per tempo”.

La CONF.I.A.L., “insieme ai lavoratori, ha denunciato per mesi criticità organizzative, lunghi periodi di inattività, problemi legati alla sicurezza dei luoghi di lavoro e modalità operative che rischiavano di compromettere un’iniziativa nella quale la Calabria aveva investito ingenti risorse e grandi aspettative. Quelle denunce sono rimaste troppo spesso senza riscontro. Per questo diciamo con chiarezza che oggi non serve più monitorare ciò che è ormai sotto gli occhi di tutti. Oggi serve costruire una soluzione. Noi continuiamo a credere che il progetto di digitalizzazione in Calabria debba essere rilanciato. Anzi, riteniamo che proprio questa esperienza debba rappresentare il punto di partenza per fare della Calabria un hub nazionale della digitalizzazione. Le competenze maturate dai lavoratori costituiscono un patrimonio che non può essere disperso. Per questo occorre costruire un progetto industriale serio, con interlocutori affidabili e una visione di lungo periodo, capace di valorizzare il capitale umano formatosi in questi anni e di dare continuità a un’iniziativa strategica per la Calabria”.

Secondo Tomaino “le prossime scadenze impongono risposte immediate. Già nel mese di ottobre decine di lavoratori, ex Lap, rimarranno senza alcun reddito e il 31 dicembre 2026 terminerà la Cassa Integrazione Straordinaria per quasi 600 lavoratori, senza che, ad oggi, esista ancora un piano industriale capace di garantire continuità occupazionale. Per questo chiediamo che il mese di settembre rappresenti davvero una svolta e non l’ennesimo rinvio. La CONF.I.A.L. continuerà, come ha fatto fin dal primo giorno, a denunciare ogni responsabilità, ma allo stesso tempo a contribuire con proposte concrete. Chi aveva il compito di monitorare il progetto dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità di spiegare perché quel monitoraggio non ha impedito il progressivo deterioramento dell’iniziativa. Chi aveva la responsabilità di gestire dovrà rendere conto delle proprie scelte. Parallelamente, però, tutti siamo chiamati a costruire il futuro”.

Da qui l’appello “rivolto alle istituzioni e a tutte le organizzazioni sindacali: mettiamo da parte le appartenenze e le logiche di contrapposizione. Presentiamoci uniti davanti ai lavoratori e ai cittadini calabresi. La credibilità non si misura dal numero dei tavoli ai quali si partecipa, ma dalla capacità di ottenere risultati concreti. La Calabria ha oggi l’occasione di dimostrare che le risorse pubbliche possono davvero creare sviluppo, occupazione stabile e nuova economia. Sarebbe il segnale più forte che si possa dare ai lavoratori e a un’intera regione, dimostrando che da questa esperienza è stata tratta una lezione e che gli errori del passato non saranno più ripetuti. La CONF.I.A.L. continuerà a fare la propria parte con lo stesso spirito che ha contraddistinto questo anno di attività: dire la verità, anche quando è scomoda, avanzare proposte concrete e stare ogni giorno accanto ai lavoratori. A settembre capiremo se gli impegni assunti si tradurranno finalmente in risultati. Noi continueremo a vigilare, a denunciare ciò che non funziona e, soprattutto, a costruire soluzioni, perché la Calabria merita che il progetto di digitalizzazione diventi un esempio di riscatto, innovazione e sviluppo, e non l’ennesima occasione perduta. È arrivato il momento di scegliere da che parte stare: dalla parte delle appartenenze o dalla parte dei lavoratori”.


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