Scienza e tecnologia

Samsung Health e AI: dati sanitari o perdi la sincronizzazione

Samsung ha deciso di alzare la posta in gioco sul fronte dell’intelligenza artificiale e lo fa in un modo che difficilmente passerà inosservato: chiedendo agli utenti di Samsung Health di cedere i propri dati sanitari per addestrare i suoi modelli AI, pena la perdita della sincronizzazione con l’account Samsung.

Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?

La notizia arriva da How-To Geek, che ha documentato la comparsa di un nuovo avviso nell’app intitolato “Consent to the Use of Health Data for AI Training and Modelling”, accompagnato da un toggle nelle impostazioni. Il problema è che disattivarlo ha conseguenze non da poco, in quanto Samsung avverte esplicitamente che i dati non verranno più sincronizzati con l’account e che verranno eliminati, salvo obblighi di legge.

Il motivo dietro questa mossa è abbastanza chiaro. A giugno Samsung aveva annunciato un importante aggiornamento di Samsung Health con funzioni AI avanzate con piani di allenamento personalizzati, analisi del sonno e consigli nutrizionali.

Queste funzioni debutteranno prima sui Galaxy Watch 9, attesi all’Unpacked del 22 luglio, per poi arrivare sui modelli precedenti. Per far funzionare tutto ciò, Samsung ha bisogno di dati, tantissimi dati. E più ne raccoglie, più i modelli diventano precisi e utili. Il punto è come vengono raccolti, e soprattutto a quale costo per l’utente.

Samsung specifica che i dati potrebbero essere soggetti a “human review”, ovvero revisione umana, il che significa che persone in carne e ossa potrebbero potenzialmente accedere a informazioni molto personali. L’azienda non ha ancora chiarito se i dati vengano anonimizzati prima di essere usati per l’addestramento, né quando esattamente questa richiesta di consenso sia stata introdotta. How-To Geek ha contattato Samsung per avere risposte, ma al momento non sono arrivate.

Quello che preoccupa non è tanto il rischio che Samsung o un hacker ricolleghi le statistiche sanitarie a una persona specifica, poiché le aziende di solito anonimizzano e aggregano i dati.

Il problema è che rinunciare alla sincronizzazione significa rendere il Galaxy Watch e l’app stessa molto meno utili, praticamente svuotati delle funzioni principali.

Non è la prima volta che un’azienda tech usa i dati degli utenti per l’AI senza che la cosa passi liscia, e non è un caso che il tema del consenso informato nell’era dell’intelligenza artificiale sia sempre più centrale. Samsung con questa mossa si espone a critiche legittime: presentare il consenso come una scelta libera quando l’alternativa è perdere funzionalità fondamentali è una forma di pressione che molti utenti troveranno difficile da accettare.

Con Galaxy Watch 9 in arrivo tra pochi giorni, capiremo presto quanti utenti sceglieranno di acconsentire e quanti preferiranno rinunciare alle funzioni avanzate pur di tenere i propri dati al sicuro, fermo restando che ancora non abbiamo conferme di una simile opzione anche in Europa, dove “lo scudo legislativo” è più forte di quello americano.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »