«Vedere decine di giovani impegnati nella cura del Brenta è il risultato più bello»

Il consiglio di Bacino, ente gestore del sito Natura 2000 del Medio Brenta, presenta il progetto “La Brenta Ci Sto Affare Fatica”. Un’esperienza di sviluppo delle politiche giovanili attraverso la valorizzazione dell’area Natura 2000. Sulle sponde del Brenta, anche in questi giorni, è facile incontrare squadre di ragazzi, in maglietta rossa, impegnati nel mappare e pulire le rive del fiume ma anche nel fotografare attraverso l’app iNaturalist la ricca biodiversità di quest’area protetta.
Sono i ragazzi del “Ci sto AFfare fatica”, progetto che coinvolge adolescenti dai 14 ai 19 anni, durante il periodo estivo, per svolgere piccoli lavori di cura di strutture del territorio a favore delle comunità locali. E’ un format nazionale a cui aderiscono oltre 200 comuni in 14 regioni e che coinvolge ogni anno più di 40 cooperative sociali e oltre 6000 ragazzi che hanno la volontà di mettersi in gioco, conoscere nuove persone e sporcarsi le mani per rendere il proprio territorio un posto migliore.
Quest’anno, per la prima volta nel panorama nazionale, un ente deputato alla tutela di un sito Natura 2000, il Consiglio di Bacino Brenta appunto, ha finanziato e promosso una intera settimana di lavori, articolata in diverse attività modulari. In stretta collaborazione con l’ambito territoriale sociale (Ats) VEN_15 – Alta Padovana, i 15 comuni attraversati dal medio Brenta da Bassano del Grappa fino a Vigodarzere, le 4 cooperative sociali Carovana, Adelante, Impronte, Jonathan e la For Sport Asd sono state attivate 11 squadre coinvolgendo oltre100 ragazzi.
«A loro abbiamo chiesto – spiega William Naldo della cooperativa Carovana, che si fa portavoce delle altre cooperative presenti – di svolgere sotto la guida di un Handyman e del tutor attività di pulizia e raccolta rifiuti lungo i sentieri e gli accessi all’area perifluviale del proprio comune di appartenenza. Ricognizione e georeferenziazione dei cartelli, segnaletica, attrezzature desuete, eventuali cumuli di materiali da schianti di alberi. Realizzazione di “segnavia” con il logo dell’Ente gestore del Medio Brenta. Ricerca e monitoraggio di specie con apposita app INaturalist ed è stato sorprendente constatare, oltre all’impegno e alla fatica, anche la sorpresa e l’entusiasmo di lavorare per valorizzare il sito Natura 2000, che conoscevano, certo, ma non sotto questo profilo».
Il presidente del consiglio di bacino Brenta Gianmaria Boscaro ha puntualizzato: «E pensate alla soddisfazione di quando vedranno i segnavia dipinti da loro, rigorosamente su legni locali, posizionati nei punti di accesso del Brenta. Vedere decine di ragazze e ragazzi impegnati concretamente nella cura del Brenta è il risultato più bello che questo progetto potesse raggiungere. Non stiamo semplicemente organizzando un’attività estiva, ma stiamo formando cittadini consapevoli del valore del patrimonio naturale che li circonda. La tutela di un sito Natura 2000 non può essere affidata solo alle istituzioni: ha bisogno della partecipazione delle comunità locali e delle nuove generazioni. Con questo progetto il consiglio di bacino Brenta dimostra che la tutela dell’ambiente può diventare anche un’occasione di crescita, educazione civica e senso di appartenenza al territorio. È un modello innovativo che vogliamo consolidare e sviluppare negli anni, perché investire nei giovani significa investire nel futuro del nostro fiume e delle nostre comunità».
Che è poi il compito affidato ad Alberto Trento, sindaco di Fontaniva e referente per il consiglio di bacino Brenta del comitato del sito Natura 2000. «Ridurre gli impatti e contemporaneamente promuovere la riqualificazione naturalistica del Brenta – ha detto Alberto Trento – diventa sempre più una linea strategica che questo ente promuove da quando è diventato ente gestore per il sito Natura 2000. La sfida da raccogliere è quella di sviluppare un rapporto costruttivo con i cittadini attraverso canali accessibili, eventi partecipativi e occasioni di dialogo al fine di costruire un percorso partecipato per l’Area Natura 2000».
«A nome di tutti i sindaci e le amministrazioni coinvolte – ha concluso Nicola Pettenuzzo presidente Ats – Alta Padovana, mi preme sottolineare come le politiche sociali e in particolare quelle giovanili trovino sostegno e promozione anche attraverso la valorizzazione dell’area Natura 2000. La cura e la custodia del territorio richiedono fatica e cooperazione che sono i pilastri delle nostre comunità. Il progetto, frutto della scelta lungimirante dei sindaci rivieraschi di puntare su una governance sempre più integrata, è un primo esempio innovativo da replicare e un punto di partenza per sviluppare altre progettualità come la ciclovia del Brenta».
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