Saldi estivi, incassi in calo per il 67% degli esercenti

I saldi estivi non portano gli incassi sperati. A dare un quadro della situazione è la rilevazione di Confesercenti del Veneto Centrale tra i propri associati. Il trend in calo rispetto allo scorso anno è stato segnalato da 67% dei commercianti, con conseguente calo degli incassi, il quale si assesta intorno al 10%. Tra le ragioni, pesa il caldo, che scoraggia la clientela dal frequentare centri urbani e vie dello shopping. A pesare è anche il quadro economico che frena i consumi. E poi difficoltà più generale a leggere l’andamento del periodo, percepito come stabile o poco decifrabile. I dati raccolti restituiscono anche il profilo dell’acquisto tipo: la spesa media si attesta sui 200 euro, con il bancomat come metodo di pagamento prevalente. Il picco delle vendite si è concentrato nell’ultimo fine settimana.
«I saldi restano attesi dai consumatori, anche se il susseguirsi di campagne promozionali lungo tutto l’anno ne sta progressivamente diluendo il richiamo. Resta poi il nodo del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando è appena cominciata, con i presaldi che anticipano ulteriormente l’appuntamento – commenta Nicoletta Allibardi, presidente di FISMO Confesercenti del Veneto Centrale. – In questo modo l’evento finisce per perdere il proprio senso e di fatto impedisce di vendere le collezioni estive e invernali a prezzo pieno».
FISMO-Confesercenti ha lanciato una petizione alla Camera dei Deputati per posticipare la data dei saldi, raccogliendo già oltre 3.000 firme di imprenditori. «Chiediamo regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di restituire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online», sottolinea Allibardi.
«Nel mercato della moda l’equilibrio si è rotto – aggiunge la presidente. – I saldi dovrebbero essere di fine stagione, ma oggi partono quando la stagione è appena iniziata. La nostra professionalità merita rispetto, così come meritano rispetto i consumatori che hanno diritto a un mercato trasparente. Spostare la data significa, prima di tutto, ridare qualità al lavoro».
La campagna coinvolge l’intero sistema associativo e i territori, chiamati a contribuire alla diffusione dell’iniziativa e alla raccolta delle adesioni: una mobilitazione che punta a rimettere al centro il valore del commercio di prossimità e il ruolo delle imprese indipendenti nella vita delle comunità.
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