Valditara: “Dal 2023 assunti 206mila precari”. Ma al Nord pesa il costo della vita: Piano casa per il personale e più IA a scuola

Il problema del precariato nella scuola si intreccia sempre di più con quello del costo della vita, soprattutto nelle regioni del Nord.
È uno dei temi affrontati dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un’intervista ad Avvenire, a firma di Paolo Ferrario, nella quale fa il punto anche su assunzioni, Piano casa, intelligenza artificiale, istituti tecnici e nuove Indicazioni nazionali.
Sul personale, il Ministro rivendica i numeri delle stabilizzazioni effettuate negli ultimi anni: “Dal 2023 ad oggi abbiamo assunto 206mila precari tra docenti e personale Ata”. Restano però difficoltà nella copertura degli organici, concentrate soprattutto al Nord e nella scuola primaria.
Il costo della vita pesa sulle disponibilità al Nord
Secondo Valditara, una parte delle scoperture è legata alla difficoltà di convincere docenti e personale a trasferirsi nelle aree dove vivere costa di più. Il problema riguarda in particolare Lombardia e Veneto e si aggiunge alla carenza, ancora presente, di insegnanti specializzati sul sostegno.
Per cercare di intervenire su questo fronte, il Ministro punta sul Piano casa, chiedendo che il personale scolastico venga inserito tra le categorie prioritarie dei futuri interventi.
Intelligenza artificiale, investimenti e sperimentazione
Ampio spazio anche all’intelligenza artificiale. Valditara ricorda gli investimenti destinati alla formazione digitale del personale e all’introduzione dell’IA nella didattica, indicando 450 milioni di euro per formazione e digitale e altri 100 milioni per l’intelligenza artificiale nelle scuole.
La sperimentazione sulla personalizzazione dell’apprendimento, già partita in alcuni istituti, dovrebbe essere estesa ad altre regioni. Per il Ministro, l’IA deve essere utilizzata come strumento a supporto degli studenti e degli insegnanti, senza sostituire il ruolo del docente.
Smartphone e nuove tecnologie
Sul rapporto tra digitale e scuola, Valditara ribadisce la distinzione tra l’utilizzo didattico delle tecnologie e quello dello smartphone. “Con lo smartphone si impara peggio”, sostiene, mentre computer e tablet possono avere una funzione educativa se inseriti in un percorso guidato.
Tecnici e professionali, il nodo della “pari dignità”
Tra gli altri temi dell’intervista c’è la riforma dell’istruzione tecnica e professionale. Valditara respinge l’idea che un maggiore collegamento con il mondo del lavoro comporti una riduzione della formazione generale e insiste sulla necessità di valorizzare questi percorsi anche dal punto di vista culturale.
L’obiettivo, spiega, è superare la percezione degli istituti tecnici e professionali come percorsi di serie B e riconoscere alle diverse forme di intelligenza e formazione la stessa dignità.
Nuove Indicazioni e competenze di base
Sulle nuove Indicazioni nazionali, il Ministro torna infine sul rafforzamento delle competenze fondamentali: grammatica, sintassi, scrittura a mano, corsivo e capacità di sintesi. Una scelta che, nella visione del Ministero, deve convivere con l’innovazione tecnologica e con l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella scuola.
Valditara rivendica inoltre la riduzione della dispersione scolastica, richiamando il passaggio dal 12,5% del 2022 al 7,3% e indicando questo risultato tra quelli più significativi ottenuti negli ultimi anni.
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