Veneto

Uno Bianca, Alberto Savi è in semilibertà al Due Palazzi


Alberto Savi, il più giovane dei fratelli della banda della Uno Bianca, beneficia del regime di semilibertà. Detenuto nel carcere Due Palazzi, dove sta scontando l’ergastolo, può uscire al mattino per lavorare e fare rientro in serata. È impiegato nella cooperativa All’Opera, realtà fondata nel giugno 2019 da due ex detenuti, dove svolge mansioni d’ufficio.

Il suo nome è tornato alla ribalta dopo le dichiarazioni rilasciate dal fratello Roberto durante una puntata di “Belve Crime”, il programma condotto da Francesca Fagnani e andato in onda su Rai 2 la scorsa settimana.

Savi fu condannato all’ergastolo nel 1994. Insieme ai fratelli, venne riconosciuto responsabile di circa cento crimini, con un bilancio di 23 morti e 115 feriti, sparsi per l’Emilia-Romagna e le Marche tra il 1987 e il 1994.

Negli anni, all’ex poliziotto erano stati concessi dei permessi che gli consentivano di uscire regolarmente dal carcere. Il primo nel 2017, per permettergli di incontrare la madre gravemente malata. Alcuni mesi fa, però, un controllo di routine aveva rilevato una positività, senza che fosse mai chiarito se legata all’alcol o ad altre sostanze, facendo scattare l’immediata sospensione dei permessi. La vicenda si era, poi, conclusa con il dietrofront del laboratorio di analisi, che aveva riconosciuto l’errore negli esami effettuati.

Oggi, il 61enne lavora nella cooperativa All’Opera. «La nostra priorità ora è Alberto – spiega Michele Montagnoli, uno dei fondatori della cooperativa, intervistato dal Gazzettino -. Sta vivendo un momento molto difficile dopo l’intervista rilasciata dal fratello». Proprio per tutelarlo, la cooperativa ha scelto di non diffondere ulteriori dettagli sulla sua situazione personale.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »