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Lagarde, ‘Draghi nella tradizione di Carlo Magno, con lui l’euro irreversibile’ – Altre news

“È per me un piacere
particolare trovarmi qui ad Aquisgrana – la città di Carlo Magno
– per rendere omaggio a Mario Draghi, nostro caro amico.

   
Parlare di Carlo Magno significa, quasi inevitabilmente, parlare
dell’idea di unità europea. Si tratta di un’associazione
naturale. Carlo Magno fu un leader straordinario, il cui regno
si estendeva su territori che oggi comprendono diversi paesi
europei. Mario appartiene a quella stessa tradizione. Ho avuto
la fortuna, nel corso di molti anni, di osservarlo da vicino: in
diverse istituzioni, in circostanze diverse e sotto pressioni
che pochi hanno mai dovuto affrontare.” Lo ha detto la
presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento alla
cena che precede la cerimonia del premio Carlo Magno, che domani
mattina sarà assegnato a Mario Draghi.

   
“Ma c’è un altro aspetto, meno noto, dell’eredità di Carlo
Magno.Pochi associano Carlo Magno alla frammentazione. Eppure
l’impero da lui fondato non durò a lungo dopo la sua morte.

   
Quello che era sembrato un momento di unità europea si rivelò,
in termini storici, proprio questo: un momento. Il successo di
Carlo Magno dipendeva, in misura straordinaria, da Carlo Magno
stesso. Ma le istituzioni su cui si fondava non erano abbastanza
solide da sopravvivere allo shock della sua assenza.

   
Da questa storia possiamo trarre due insegnamenti. La prima è
l’importanza delle figure di spicco. Ci sono momenti in cui la
storia non procede per consenso. Sono proprio questi i momenti
in cui il coraggio e la determinazione diventano determinanti.

   
Ma la seconda lezione è che la leadership non basta. Il compito
della statista è quello di trasformare i momenti decisivi in
istituzioni durature.

   
Pochi nella vita pubblica europea di oggi hanno compreso
entrambe le lezioni in modo così profondo come Mario”, ha
osservato. Quindi Lagarde ha rimarcato: “il whatever it takes”
di Draghi “per preservare l’euro, nei limiti del mandato della
Bce, ha segnato una svolta decisiva nella crisi. È stato un atto
di leadership istituzionale: il momento in cui la banca centrale
ha chiarito che l’euro rappresentava un impegno irreversibile”.

   

   

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