Una ragazza che tutti sottovalutano in una squadra maschile, in questa nuova serie teen su Netflix
Se Amazon Prime Video ha dominato l’estate dei teen drama con titoli come Off Campus, Every Year After e Sterling Point, Netflix si prepara a riprendersi la corona questo autunno. L’arma segreta si chiama Crew Girl, una serie che mescola sport, dinamiche adolescenziali e una dose generosa di cuore. Creata dalla canadese Vivian Lin, la produzione arriva sulle piattaforme streaming con una promessa chiara: farvi tifare per una ragazza di 16 anni che deve farsi strada in un mondo che non l’ha invitata. La storia ruota attorno a Teagan Tao, interpretata da Miku Martineau in una performance che probabilmente le aprirà molte porte a Hollywood. Teagan è una scultrice di talento cristallino, una di quelle atlete destinate a lasciare il segno nel canottaggio. Vive a Los Angeles, ha un futuro brillante davanti a sé, fino a quando i crimini finanziari del padre non mandano tutto all’aria. Disgraziata e costretta a ricominciare da zero, Teagan si trasferisce con la madre Ella (Jessica Paré) a Eagle’s Cove, Massachusetts, la città natale di sua madre.
Il piano è semplice: iscriversi alla prestigiosa Easton Prep e continuare a remare. Ma c’è un problema, e non è piccolo. La scuola non ha una squadra femminile di canottaggio. L’unica possibilità per Teagan di rimanere in acqua è diventare il timoniere della squadra maschile, il coxswain, quella figura che coordina il ritmo e guida l’equipaggio dalla parte anteriore o posteriore dell’imbarcazione. Come ci si può immaginare, l’arrivo di Teagan non viene accolto con entusiasmo. I ragazzi della Easton Prep sono abituati a un certo ordine delle cose, un equilibrio che favorisce chi è già privilegiato, dentro e fuori dalla barca. Ma Teagan non è tipo da farsi intimidire. Man mano che impara a diventare parte di una squadra, e i ragazzi imparano ad accettare una compagna donna, l’equipaggio inizia a funzionare davvero. Certo, ci sono ostacoli: pressioni familiari soffocanti, politiche interne, e naturalmente un triangolo amoroso, perché quale teen drama che si rispetti ne sarebbe completo senza.
Da un lato c’è Cam Dillinger (Kyle Clark), il ragazzo della città, quello con la borsa di studio che si spacca la schiena per mantenere il suo posto. Dall’altro Josh Regis (Sam Braun), il ricco capitano della squadra con cui Teagan condivide quella classica chimica da nemici-che-diventano-amanti. La tensione è palpabile, i sentimenti si complicano, e lo spettatore si ritrova a fare il tifo per qualcuno, anche se non è sicuro per chi. A differenza di molte altre serie adolescenziali contemporanee, Crew Girl non è tratta da un romanzo young adult o da materiale preesistente. È una storia originale, anche se chi ha anche solo una vaga familiarità con il genere teen drama riconoscerà molti degli ingredienti. Ma questo non è necessariamente un difetto. Anzi, per gli amanti del genere, questa familiarità è parte del fascino. La serie si prende il suo tempo per rendere Josh un personaggio tridimensionale, ma quando il ragazzo sacrifica il divertimento sfrenato alla sua opulenta festa di compleanno per impressionare il nonno magnate delle compagnie aeree, passa da caricatura piatta a personaggio complesso.
E Teagan se ne accorge eccome. Da quel momento in poi, la seconda metà degli otto episodi della prima stagione è una corsa fluida e tremendamente divertente. Meno sportiva di Friday Night Lights ma più di Off Campus, Crew Girl trova il suo equilibrio tra atletica e sentimenti. Non è la serie più innovativa del panorama teen, ma sa esattamente cosa vuole essere e lo fa con convinzione. Ogni genere ha i suoi tropi. Nei gialli c’è sempre la rivelazione dell’assassino, nelle commedie romantiche c’è il grande gesto finale. Eppure i generi tradizionalmente amati da donne e ragazze, come il romance e gli young adult, vengono spesso criticati per l’uso di questi elementi ricorrenti. Molti storceranno il naso davanti ai triangoli amorosi di Crew Girl, ma la serie conosce il suo pubblico e abbraccia questi tropi come un punto di forza, non una debolezza.
Che si tratti del triangolo Teagan-Cam-Josh o di quello Josh-Britney-Teagan, ogni dinamica non è semplicemente buttata lì per convenzione. È guadagnata attraverso personaggi ben sviluppati e una chimica autentica. Josh deve essere più di “ricco e bello” per meritarsi Teagan, e Braun fa in modo che lo sia. Il personaggio non è attratto solo dall’aspetto fisico di Teagan, ma dalla sua autenticità, ed è proprio questo che gli permette di essere vulnerabile. Nel frattempo, le circostanze che tengono separati Teagan e Cam sono un po’ forzate, ma la performance piena di sentimento di Clark rende credibile la storia. C’è un tropo che Crew Girl evita saggiamente: quello dello spogliatoio tossico. Certo, l’equipaggio della Easton Prep ha la sua dose di gerarchie interne e classismo, sarebbe strano rappresentare uno sport come il canottaggio senza, e c’è un iniziale scetticismo riguardo all’ingresso di Teagan nella squadra maschile. Tuttavia, al posto del sessismo e dell’omofobia che ci si aspetterebbe in altri drammi sportivi, c’è una squadra che si sostiene a vicenda per quello che sono.
Prima di guardare Crew Girl, la maggior parte degli spettatori probabilmente non sa nulla di canottaggio. Ed è proprio questo il punto. Non serve essere esperti dello sport per lasciarsi coinvolgere. La serie funziona perché al centro non c’è tanto il canottaggio quanto le persone che remano, i loro sogni, le loro paure, le loro relazioni complicate. Crew Girl riesce esattamente in ciò che si propone di fare: indossare i suoi tropi con orgoglio, insieme al suo cuore. Per chi cerca un nuovo comfort watch, per chi ama le storie di rivalsa adolescenziale, per chi vuole semplicemente godersi otto episodi di intrattenimento onesto e ben confezionato, questa potrebbe essere la scoperta dell’autunno. Se sei fan del genere tee, su Netflix c’è questa serie che mescola sparatorie e risate da non perdere.
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