una mostra per raccontare il mondo degli anziani dagli occhi degli operatori

Si è tenuta oggi 18 settembre presso l’Ipab AltaVita Ira di Padova un incontro organizzato dalla Fp Cgil di Padova per presentare due importanti appuntamenti dedicati al mondo dell’assistenza, della sanità e dei caregiver. Un incontro che si svolge a pochi giorni dalla tragedia di Villatora di Saonara, episodio drammatico che ha riacceso i riflettori sulle criticità del sistema: la carenza di posti e personale nelle strutture, il costo elevato delle rette, le liste d’attesa e il pesante isolamento in cui versano molte famiglie costrette a gestire da sole situazioni di grave fragilità e malattia.
«Oggi siamo qui perché vogliamo lanciare un segnale forte e mettere al centro un tema fondamentale come quello delle case di riposo, in una provincia come quella padovana che conta quasi 11mila dipendenti tra settore pubblico e privato – ha detto Alessandra Stivali, segretaria generale della Fp Cgil Padova – voglio ricordare che Padova è la prima realtà in Veneto per presenza di strutture pubbliche. Serve un’inversione di rotta: è necessario investire in formazione, sicurezza e valorizzazione professionale, affrontando al contempo l’impatto delle esternalizzazioni e le pesanti condizioni di lavoro a cui il personale è sottoposto. Questo percorso parte dalla mostra fotografica per arrivare alla tavola rotonda del 24 settembre, dove chiederemo impegni precisi a tutti gli interlocutori istituzionali».
La parola è poi passata alla direzione dell’istituto ospitante. «Abbiamo accettato con grande entusiasmo di ospitare questo evento e la mostra – ha riferito Adelaide Biondaro, direttrice dell’Ipab AltaVita Ira – perché crediamo fermamente che la sinergia tra datore di lavoro, organizzazioni sindacali e lavoratori sia fondamentale. Chi lavora in queste strutture offre un servizio alla persona straordinario e deve avere una sensibilità unica per supportare chi si trova nella fase più fragile della vita. Di fronte al progressivo invecchiamento della popolazione dobbiamo fare squadra tra comune, istituzioni, rsa e caregiver per evitare che le famiglie si sentano sole e abbandonate di fronte a tragedie enormi, rivedendo anche i meccanismi di valutazione e d’accesso».
Nel dettaglio del progetto culturale è poi entrata la segretaria provinciale della Fp Cgil, Angela Marigo: «La mostra “Ritratti di cura” nasce dalla volontà di raccontare il lavoro di cura cambiando punto di vista, partendo dagli occhi degli operatori, dei familiari e dei caregiver che hanno inviato i loro scatti da tutta Italia e persino dall’estero. Vogliamo invitare l’intera cittadinanza ad entrare qui, a guardare questi volti e queste storie. La cura non è fatta solo di minutaggi, standard e conteggio di operatori che mancano, ma vive di relazioni. Se togliamo il tempo della relazione, togliamo il senso stesso di questo lavoro, lasciando gli operatori nell’affaticamento e le famiglie nella solitudine delle proprie case. Questa mostra vuole restituire dignità e valore pubblico a chi assiste».
L’attenzione si sposterà poi sul dibattito politico e gestionale in programma per la prossima settimana. «Abbiamo pensato a questo percorso – ha concluso Alfredo Sbucafratta, segretario provinciale Fp Cgil Padova – per riaccendere una luce sul profondo cambiamento che ha investito queste strutture, accelerato dal periodo post Covid. Assistiamo a carichi di lavoro sempre più gravosi, ad un turnover esasperato e ad una continua carenza di personale, sia tra gli operatori socio sanitari che tra gli infermieri, attirati verso le aziende sanitarie. Giovedì 24 settembre metteremo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del sistema, ossia Regione, comune di Padova, Ulss 6, direttori delle Ipab e del privato, per cercare soluzioni concrete che migliorino le condizioni di lavoro, restituiscano appetibilità a queste professioni e garantiscano uno standard di assistenza elevato ed equo per tutti i cittadini».
Source link




