TWENTY FOUR HOURS – At The Edge Of Faith
Giunge a metà anno una delle sorprese più gradite ed abbaglianti di questo 2026 (l’uscita effettiva è avvenuta tra marzo ed aprile).
Ho scoperto infatti, solo alla ragguardevole soglia del decimo album (!), questa band italiana dai più definita di “art rock-psichedelico-progressive”.

Un presagio dell’acume proprio della band si intuisce fin dalla copertina scelta per questa nuova uscita, dato che la suggestiva foto, che presenta sullo sfondo un caratteristico trullo di Locorotondo in Puglia, è un voluto richiamo alla celeberrima copertina di “Unhalfbricking” dei Fairport Convention.
L’album, che concettualmente presenta ancora la suddivisone tra “side a” e “side b”, si dipana in maniera fluida, coinvolgente ed avvolgente, tra brani cantati, alternativamente, o in Italiano o in inglese. il disco colpisce sin dalla pima traccia, “Kept in Wine”, caratterizzata da splendidi inserti di sax ed un tipo di vocalità ed impostazione che par ricordare un tal Roger Waters.
Il secondo brano, lo struggente nei suoni e nelle tematiche “At the edge of time”, è una dedica allo scomparso storico bassista Nico Colucci, con una linea chitarra che richiama i Cure. “Decenza”, presenta un cantato in italiano dai toni sardonici, con un intro favoloso di tastiere, che conferma l’ attitudine prog e non solo psichedelica del gruppo, quel prog gentile inglese alla Camel, ma con una base ritmica piuttosto sostenuta ad aumentarne il dosaggio rock.
Infine segnalo in particolare “In cattive acque”, con ancora magnifici contrappunti sax e vocalità e struttura del pezzo che richiama il miglior Marco Parente e “It Eclipses the sense of life”, con un assolo di stampo gilmouriano, ove non mancano richiami a certa new wave inglese anni ’80.
Aggrada ritrovare la famiglia Lippe (qui ci sono Paolo e Marco) in un ennesimo progetto di qualità: già li conoscevamo in ambiti diversi come la top thrash metal band Nirnaeth o per il prog metal dei Feronia (in questo caso la protagonista è Elena, presente anche nel sorprendente progetto di pop elettronico e cantautorale Elle con il recentissimo “Il fuoco dell’oceano”).
L’album è dedicato al loro padre, Claudio, all’interno di un più generale tributo alle vittime del mobbing.
Lodevole la scelta di pubblicare sia in cd che in vinile (oltre alla possibilità di acquistare la fonte digitale in alta definizione) e solo in un secondo momento di renderlo disponibili nelle piattaforme di streaming, una volta che saranno esaurite le copie fisiche stampate (rispettivamente 300 vinili e 200 cd).
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