Cultura

Temples – Bliss | Indie For Bunnies

Gradito ritorno per i Temples che pubblicano, via V2, questo loro quinto LP, che arriva dopo poco più di tre anni dal precedente, “Exotico”.

Prodotto dalla stessa band di Kettering, “Bliss”, ha visto i quattro musicisti suonare insieme nella stessa stanza, provando e sperimentando.

Credit: Jimmy Fontaine

Questa volta, pur senza snaturare la loro natura psichedelica, gli inglesi hanno fatto un maggiore uso dell’elettronica, facendosi influenzare da gruppi come Underworld e Massive Attack e creando un suono più cupo.

Partiamo questo nostro breve viaggio citando la opening-track (e principale singolo) “Jet Stream Heart”, che aggiunge beat, elementi ipnotici e un sapore che ha un non so che di orientaleggiante, mentre aumenta una certa voglia dancey.

Anche nella successiva “Revelations” non mancano effetti dance-pop con anche una gustosa melodia che sembra volerci invitare a muoverci, ma quello che più ci sorprende sono gli inaspettati canti gregoriani che aggiungono un tocco mistico e sovrannaturale a questo pezzo.

Ancora qualche passo in avanti ed ecco “Glimmer” che trova anche influenze rock più pesanti, ma poi si lascia cullare da trame mesmerizzanti e psichedeliche che, allo stesso tempo, sono orientate verso una mondo più dancey.

Un non so che di malinconico e di nostalgico pervade invece una canzone come “Jaguar” che, pur non negando le sue origini psych-rock, mostra anche illuminazioni dance e soprattutto una delicatezza pop, inaspettata quanto gradita.

Non tutti i fan gradiranno questa scelta verso il dancefloor dei Temples, ma il rischio che hanno deciso di prendere è uno di quelli interessanti e per questo vanno premiati.


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