Collescipoli, sempre più aspri i rapporti tra proloco e ‘resto del mondo’: Comune a gamba tesa

A oltre un mese dalla prima seduta di Seconda commissione dedicata ai difficili rapporti tra proloco di Collescipoli e tutte le altre associazioni che operano nel borgo, non risulta minimamente migliorata la situazione e anzi nuove richieste di ingresso in proloco, inevase o negate, si sarebbero nel frattempo accumulate, spingendo le parti coinvolte ad agire con pugno duro. In primo luogo il Comune di Terni che, confidando in una risoluzione senza la necessità di ‘atti di forza’, aveva lasciato nel cassetto la lettera di segnalazione alla Regione Umbria. L’ente di Palazzo Spada si ritrova a questo punto costretto a inoltrare la missiva; tanto più tenuto conto che Roberto Laurenzi, il presidente col quale nessuno sembra trovare una via di dialogo costruttivo, dispone ancora di spazi comunali in concessione, sulla base di un contratto ormai scaduto. Un intervento della direzione patrimonio teso a riprendersi i locali in questione è pertanto prevedibile.
Ma c’è di più; così come richiesto lunedì mattina in commissione dal capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura, con specifica integrazione da parte del capogruppo Ap, Massimo Francucci, il caso finirà anche all’attenzione della commissione consiliare Controllo e garanzia, con approfondimenti sul costo sostenuto dall’ente per le utenze dei locali concessi alla proloco di Collescipoli e il bilancio delle attività svolte nel corso degli anni a partire dal 2014. E mentre le parti che si ritengono offese, in violazione di specifici diritti e norme, valutano ancora azioni legali, la questione, così come votato dalla commissione guidata dalla consigliera Marina Severoni di Ap, sarà portata anche a conoscenza dell’Unpli, unione nazionale proloco italiane.
Assurde risultano nel frattempo le spiegazioni che Laurenzi avrebbe riservato agli aspiranti soci lasciati fuori. Secondo quanto riferito da Marco Diamanti dell’associazione Thyrus il presidente avrebbe negato l’accesso a molti per ‘connivenza con il Bac’ il collettivo Borgo Arti Collescipoli che anima gli spazi del posto con numerose iniziative culturali e di intrattenimento: «Eppure – commenta Diamanti – ne fanno parte stimati, professionisti, residenti e parrocchiani; non è mica una cellula terroristica». A sottolineare un atteggiamento a questo punto in controtendenza con le finalità tipiche di una proloco, ci ha pensato il consigliere Ap Raffaello Federighi. A fare eco Pastura: «Un feudatario – dice a proposito di Laurenzi – che sceglie chi e perché possa entrare a far parte della proloco. Come si può consentire ancora la concessione di un palazzo di pregio a chi si ostina a tenere un atteggiamento che nulla ha a che fare con le finalità pubbliche dell’associazione?». A sentire Giuseppe Rogari dell’associazione Astrolabio, risulterebbero anomalie anche nei bilanci della proloco e comportamenti più che discutibili, anche nella gestione interna, da parte del presidente, assente ‘per altri impegni’. Diamanti, sul punto, con spiccata ironia: «Una cosa buona Laurenzi l’ha fatta: ha creato una forte coesione tra tutti gli altri soggetti presenti a Collescipoli, non era facile». Uscendo da Palazzo Spada, gli auditi in commissione hanno avuto modo di rappresentare e problematiche in essere anche al sindaco Stefano Bandecchi.
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