Trovati morti Enzo, Trini e Isabella Cuomo. I nonni morirono nel sisma dell’Irpinia del 1980
Le speranze di ritrovare in vita Enzo Cuomo, la moglie Trini Adrian e la figlia Isabella si sono infrante dopo ore di ricerche tra le macerie dell’edificio Petunia, nel quartiere residenziale di Los Palos Grandes, a Caracas. I corpi dei tre sono stati recuperati dai soccorritori all’interno del palazzo di 14 piani completamente collassato in seguito alle violente scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno devastato il Venezuela. Enzo Cuomo aveva 63 anni, la moglie Trini Adrian 53 e la figlia Isabella 22. La famiglia, originaria di Laviano, in provincia di Salerno, viveva all’ultimo piano dell’edificio e non è riuscita a mettersi in salvo.
L’allarme lanciato dall’Italia
Fin dalle prime ore successive al terremoto, il fratello di Enzo, Gerardo Cuomo, residente a Milano, aveva lanciato un appello alle autorità italiane e ai soccorritori impegnati a Caracas. “Cercateli, non riesco a mettermi in contatto con loro”. L’abitazione della famiglia era stata individuata con precisione, ma quando le squadre di soccorso sono riuscite a raggiungere il palazzo hanno trovato soltanto i corpi senza vita dei tre familiari. Nello stesso stabile, tuttavia, erano state estratte vive due persone che abitavano al secondo piano, gli unici sopravvissuti del condominio.
Un edificio ritenuto sicuro
L’edificio Petunia era considerato tra i più sicuri della zona. In passato era già stato interessato da un terremoto e, dopo quel sisma, erano stati effettuati lavori di adeguamento antisismico. Gli interventi, però, non sono bastati a resistere alla forza delle scosse che hanno colpito Caracas, provocando il crollo totale della struttura. Vicino al palazzo è stata ritrovata anche l’auto della famiglia Cuomo, completamente distrutta.
Chi erano Enzo, Trini e Isabella
Enzo Cuomo era un architetto molto conosciuto e stimato nella capitale venezuelana. Aveva curato personalmente ogni dettaglio della casa in cui viveva con la moglie e la figlia. Era noto anche per una sua particolare passione, ogni giorno dava da mangiare ai grandi pappagalli Ara, dai caratteristici colori blu e giallo, che popolavano il tetto dell’edificio Petunia. La moglie Trini Adrian seguiva insieme a lui il percorso universitario della figlia Isabella, che sognava di diventare stilista ed era profondamente affascinata dalla moda italiana. A riconoscere il corpo di Trini è stato il fratello della donna, medico residente in Venezuela.
Il dolore della famiglia
Nelle prossime ore potrebbe partire per Caracas Carlo Francesco Cuomo, figlio di Enzo e Trini, che da alcuni anni vive a Milano, dove si era trasferito per seguire un percorso di cure nelle strutture sanitarie italiane. Anche Gerardo Cuomo è in costante contatto con l’Unità di crisi della Farnesina e con il Consolato italiano per organizzare il viaggio e il rientro delle salme. Il fratello di Enzo ha raccontato il dramma che la famiglia sta vivendo. “Dai video del palazzo crollato vedo il terrazzo di terracotta di mio fratello. Era un architetto e quella casa all’ultimo piano l’aveva curata in ogni dettaglio”.
Una tragedia che riporta al terremoto dell’Irpinia
Il destino della famiglia Cuomo sembra essere legato da un drammatico filo rosso ai terremoti. Nel 1980, infatti, anche i nonni materni di Enzo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria, persero la vita durante il terremoto dell’Irpinia che devastò la Campania. Originari di Laviano, erano emigrati in Venezuela ma avevano deciso di rientrare nel loro paese natale. Morirono sotto le macerie della loro abitazione nella tragica serata del 23 novembre 1980, quando Laviano fu uno dei comuni più colpiti, con oltre trecento vittime. A salvarsi fu soltanto la madre di Enzo, che era già ripartita per Caracas insieme al marito prima del sisma.
“La nostra famiglia ha già vissuto questa tragedia”
Gerardo Cuomo ha ricordato con commozione quella pagina dolorosa della storia familiare. “La nostra famiglia ha già vissuto un dramma di questo genere con la morte dei nostri nonni a Laviano, nel 1980. Fu per noi una grande tragedia. Lo ricordo bene, anche se io e mio fratello eravamo piccoli”. A quasi quarantasei anni di distanza, un altro terremoto ha colpito la stessa famiglia, questa volta dall’altra parte dell’oceano.
Le radici mai dimenticate
Pur avendo costruito la propria vita in Venezuela, la famiglia Cuomo non aveva mai reciso il legame con la terra d’origine. La madre di Enzo, emigrata a Caracas insieme al marito originario di Torre Annunziata, aveva sempre trasmesso ai figli l’amore per Laviano. Ogni volta che tornavano in Italia trascorrevano alcuni giorni nel paese salernitano e facevano visita alle tombe dei nonni. Oggi quella comunità si ritrova nuovamente colpita da una tragedia che richiama inevitabilmente il ricordo del devastante terremoto del 1980.
Una ferita che si riapre
A Caracas vive ancora la madre di Enzo Cuomo, oggi ottantottenne. Abita a circa un’ora dalla capitale e la sua casa non è stata danneggiata dal sisma, ma si trova ora ad affrontare un nuovo dolore dopo quello vissuto quasi mezzo secolo fa. La tragedia della famiglia Cuomo assume così un significato che va oltre il dramma personale.
Due terremoti, in due continenti diversi e a distanza di quasi quarantasei anni, hanno spezzato due generazioni della stessa famiglia, unendo per sempre Laviano e Caracas in una storia di dolore che difficilmente potrà essere dimenticata.
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