Basilicata

Tribunale di Crotone, il Csm sceglie Forciniti alla presidenza

CROTONE – La Prima Commissione del Consiglio superiore della magistratura ha formulato la proposta unanime – con l’astensione dei consiglieri togati Antonello Miele e Marcello Carbone, su relazione dello stesso Carbone – per la nomina di Massimo Forciniti a nuovo presidente del Tribunale di Crotone. La decisione arriva a seguito della vacanza aperta nel gennaio 2023. La svolta dopo il contenzioso amministrativo avviato dallo stesso Forciniti, che ha portato il Consiglio di Stato ad annullare la delibera con cui il Csm aveva in precedenza nominato presidente Maria Luisa Mingrone. I giudici di Palazzo Spada hanno accolto l’appello di Forciniti ribaltando il giudizio del Tar del Lazio.

Il Collegio ha stabilito il principio secondo cui il divieto di riassegnazione a incarichi direttivi scatta automaticamente a seguito del provvedimento di conferma “per una sola volta”, indipendentemente dalla durata effettiva in mesi o anni del secondo mandato, escludendo così la legittimazione di Mingrone a partecipare alla procedura.

LEGGI ANCHE: Procuratore di Crotone, esperienza antimafia di Guarascio “sopravvalutata”, il Csm dovrà rivalutare la nomina – Il Quotidiano del Sud

Il profilo di Forciniti

Forciniti vanta una solida esperienza sul fronte della giurisdizione penale e antimafia. Magistrato in carica dal 1997, ex consigliere del Csm e già presidente della Sezione penale dello stesso Tribunale di Crotone, ha ricoperto l’incarico di presidente di Sezione al Tribunale di Catanzaro. Nel corso della carriera ha celebrato importanti procedimenti contro le cosche del territorio crotonese e non solo. Storiche le sentenze emesse contro le famiglie di ‘ndrangheta di Crotone, Petilia Policastro, Isola Capo Rizzuto, Papanice, Cutro, San Leonardo di Cutro e Cirò.

In particolare, ha gestito un maxiprocesso come Stige, che richiese l’adeguamento dell’edilizia giudiziaria crotonese. E ha firmato ordinanze cautelari, da gip distrettuale, contro i clan di mezza Calabria. Tra l’altro, ha presieduto la Corte d’Assise di Catanzaro che ha celebrato il filone omicidi del maxiprocesso Rinascita-Scott. Il dossier passa adesso al Plenum del Csm per la ratifica definitiva.

Il procuratore Guarascio ostaggio delle correnti

Un passaggio che si inserisce in un quadro di riassetto dei vertici giudiziari crotonesi, segnato dalla parallela vicenda della Procura della Repubblica. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la nomina del procuratore Domenico Guarascio, accogliendo il ricorso del sostituto procuratore di Cosenza Antonio Bruno Tridico, l’auspicio è quello di una decisione rapida, mirata a restituire stabilità e certezza alla guida della Procura.

 Un paradosso istituzionale, poiché la posizione di Guarascio sembra essere ostaggio delle correnti nonostante un curriculum strepitoso maturato in nove anni e mezzo alla Dda di Catanzaro. Una postazione da dove ha fatto a pezzi le cosche locali, sgominando traffici internazionali e firmando inchieste di primario rilievo come Glicine-Acheronte. Il Consiglio di Stato ha però ribaltato il precedente verdetto del Tar del Lazio che aveva invece confermato la nomina di Guarascio, procuratore più giovane d’Italia a seguito di una delibera unanime del Plenum. Da qui l’auspicio di una decisione rapida sul caso Guarascio, mirata a restituire stabilità e certezza alla guida della Procura crotonese, la cui attività prosegue a ritmo serrato.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »