Umbria

Trasimeno, entro la seconda metà di giugno via ai dragaggi: si parte da Sant’Arcangelo

Lago Trasimeno barca a vela

Entro la seconda metà di giugno prenderanno il via i lavori di dragaggio delle darsene del lago Trasimeno, con l’avvio degli interventi a Sant’Arcangelo di Magione, considerata l’area più critica anche per le attività dei pescatori. Lo ha riferito giovedì in consiglio regionale durante il question time l’assessora Simona Meloni rispondendo a un’interrogazione di Nilo Arcudi (Tp-Uc) durante il question time dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

I dragaggi Meloni ha spiegato che sono state completate tutte le attività preparatorie nei siti interessati e che l’intervento viene seguito in stretto coordinamento con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, soggetto attuatore dell’opera. L’assessora ha sottolineato che l’obiettivo è garantire la piena fruibilità del lago durante la stagione turistica e sostenere l’economia del territorio nei mesi estivi. Nel dettaglio, ha ricordato che il progetto prevedeva l’utilizzo di escavatori all’interno delle darsene, rinviando la scelta delle modalità di scavo in acqua alle condizioni effettive del lago al momento dell’avvio dei lavori. A causa del persistente basso livello idrometrico del Trasimeno e del progressivo interramento delle darsene, è stata individuata una soluzione tecnica diversa rispetto a quella inizialmente ipotizzata.

I lavori L’impresa incaricata, come emerso nei giorni scorsi, ha proposto l’impiego di una draga anfibia semovente dotata di disgregatore, ritenuta più adatta alle attuali condizioni del lago. Secondo Meloni, questa soluzione consente di eseguire le operazioni «senza incremento di costi con il miglioramento delle qualità dell’opera» e garantisce l’efficacia dell’intervento evitando il ricorso a sistemi considerati meno adeguati. L’assessora ha inoltre assicurato che il controllo sul rispetto del progetto e dell’offerta tecnica è garantito. Attualmente gli escavatori sono impegnati esclusivamente nella realizzazione delle vasche di colmata sui terreni privati. La draga anfibia opererà, dove possibile, anche all’interno delle darsene; soltanto nel caso in cui le condizioni idriche particolarmente critiche lo rendessero necessario, gli scavi interni saranno effettuati con escavatori cingolati. Meloni ha evidenziato che le tradizionali draghe aspiranti necessitano di un livello d’acqua di circa un metro e mezzo per poter lavorare, condizione oggi assente nel Trasimeno. Per questo l’Unione dei Comuni ha approvato una variante tecnica migliorativa a costo zero basata sull’utilizzo della nuova draga anfibia, capace di operare anche con fondali molto ridotti e su fango affiorante.

L’atto L’interrogazione di Arcudi chiedeva alla giunta chiarimenti sulle modalità operative del dragaggio e sulle garanzie relative all’utilizzo della draga nelle aree esterne alle darsene di San Feliciano e Sant’Arcangelo. Il consigliere ha sollecitato controlli rigorosi per evitare il ricorso alla bettolina, già utilizzata nell’intervento di Panicarola, che a suo giudizio non avrebbe prodotto i risultati attesi nonostante l’impiego di risorse pubbliche. Arcudi ha inoltre chiesto conferma che gli escavatori vengano utilizzati soltanto nelle zone interne delle darsene dove le condizioni del fondale rendono necessario il loro impiego. Nella replica finale, il consigliere ha espresso preoccupazione per il ritardo nell’avvio dei lavori rispetto alla stagione turistica e per le condizioni complessive del Trasimeno, richiamando le difficoltà logistiche che interessano le isole, i problemi delle darsene e la presenza massiccia di chironomidi. Una situazione che, secondo Arcudi, rischia di frenare la crescita del lago nonostante l’andamento positivo del turismo nel resto dell’Umbria.

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