Umbria

un piano condiviso per vivere la città


Un piano condiviso per ripensare la vita notturna cittadina, coniugando socialità e qualità della vita.

La giunta comunale di Perugia ha adottato il documento “Notte in Comune” che definisce il quadro strategico per gestire la notte in città con obiettivi, strumenti e azioni da mettere in atto per garantire la convivenza urbana, promuovere la sicurezza e difendere l’identità del capoluogo.

L’idea di adottare un piano specifico era stata presentata in anteprima, lo scorso maggio, nel corso di una conferenza stampa che il Comune aveva indetto per chiarire la disciplina del pubblico spettacolo. Proprio in quell’occasione la sindaca, insieme agli assessori Croce e Stafisso, aveva anche anticipato che in città sarebbe stata attivata una sperimentazione per ridurre l’impatto dei rifiuti su alcune vie cittadine particolarmente frequentate, soprattutto nelle ore notturne. Questo si è concretizzato nell’avvio del progetto “Vuoto a rendere”, iniziativa pensata per ridurre l’accumulo di rifiuti in centro storico, in particolare quelli derivanti dal consumo di bevande.

Ciò che emerso è che a Perugia, negli ultimi anni, si è registrato un aumento dell’intensità della frequentazione notturna, anche in relazione ad un incremento di eventi e attività di intrattenimento, una crescita dell’offerta di pubblici esercizi e della ricettività turistica e un maggiore utilizzo dello spazio pubblico. Il fenomeno comporta criticità legate all’impatto acustico e possibile disturbo alla quiete pubblica, al degrado urbano (rifiuti, utilizzo improprio degli spazi pubblici) e a conflitti tra residenti, esercenti e fruitori, ma al contempo la notte rappresenta un fattore di sviluppo economico e occupazionale e un elemento qualificante dell’offerta culturale e turistica cittadina. Proprio per questo il Comune ha sentito l’esigenza di adottare in documento che possa garantire vivibilità e socialità.

Le linee di intervento

Nel documento sono state individuate quattro linee di intervento, ovvero partecipazione, cura dello spazio pubblico, accompagnamento e incontro. Il piano punta a individuare modalità e luoghi permanenti di partecipazione con il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse. Tutto passerà attraverso un monitoraggio costante con potenziamento dei servizi pubblici, rafforzamento delle attività di presidio e prevenzione e coinvolgimento di cittadini ed operatori nella cura della città. Verranno introdotti strumenti di affiancamento a cittadini ed operatori per sensibilizzare verso il rispetto delle regole e prevenire situazioni a rischio e comportamenti individuali non appropriati. Verrà facilitata la mobilità e l’accessibilità attraverso la distribuzione dei flussi e l’implementazione dei luoghi di aggregazione, oltre che l’ampliamento dell’offerta di cultura e occasioni di socialità.

L’idea del documento è anche quella di istituire una Cabina di regia intersettoriale dell’ente per il coordinamento monitoraggio e proposta delle politiche della notte, organismo composto dagli assessori di riferimento, dai dirigenti e referenti degli uffici competenti, sotto la supervisione e il coordinamento del Direttore Generale. La Cabina di regia si interfaccerà regolarmente con polizia Locale e forze dell’ordine, società partecipate, associazioni di categoria, operatori economici e culturali, cittadini e comitati.


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