Lazio

tra gli occupanti spuntano condanne per droga e 7 trasferimenti nei CPR

Non era soltanto un riparo di fortuna per disperati, ma una vera e propria roccaforte dell’illegalità sottratta al controllo dello Stato.

Gli approfondimenti investigativi condotti dagli uffici della Questura a carico dei venticinque cittadini stranieri rintracciati durante il blitz mattutino nell’ex cantiere di via Cesare Tallone, a Tor Sapienza, stanno portando alla luce il reale profilo di chi popolava lo stabile fantasma.

L’incrocio dei dati e i riscontri effettuati tramite le banche dati in dotazione alle forze dell’ordine hanno permesso di stringere le manette ai polsi di un terzo soggetto di origine nordafricana.

Sul suo capo pendeva infatti un ordine di carcerazione per una condanna definitiva a 10 mesi di reclusione, maturata per un cumulo di pene legato a reati di spaccio di sostanze stupefacenti.

Basta radicamento criminale: sette trasferimenti nei centri di permanenza

Per altri sette occupanti accompagnati negli uffici dell’Immigrazione — cinque cittadini di nazionalità gambiana e due nigeriani — la giornata si è conclusa con l’instradamento verso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) dislocati sul territorio nazionale.

Un’operazione di trasferimento a largo raggio decisa dalle autorità di pubblica sicurezza con un obiettivo ben preciso: spezzare la catena di marginalità sociale e recidiva delittuosa, allontanando fisicamente i soggetti più pericolosi dall’humus territoriale di Tor Sapienza in cui si erano insediati e radicati.

La stretta della Questura sull’area est della Capitale

L’attività di verifica sulla posizione di soggiorno degli ultimi occupanti rimasti è destinata a proseguire anche nelle prossime ore.

Le forze dell’ordine intendono completare lo screening di ogni singola posizione penale ed amministrativa, mentre sul quadrante est della Capitale resta alto il presidio per evitare che lo scheletro di via Tallone torni a trasformarsi in una zona franca della criminalità.

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