Liguria

Termovalorizzatore, la Regione propone un tavolo ma la giunta Salis dice no: “Il confronto doveva arrivare prima”


Genova. È stato approvato in consiglio regionale un ordine del giorno, proposto dai capigruppo della maggioranza di centrodestra, che impegna la giunta Bucci a istituire, d’intesa col Comune di Genova, un “tavolo istituzionale permanente specificamente ed esclusivamente finalizzato a sbloccare e realizzare il nuovo impianto di termovalorizzazione e a chiudere il ciclo dei rifiuti a Genova che produce la maggior parte dei rifiuti in Liguria”.

Ma la giunta Salis, dopo aver detto no al termovalorizzatore a Genova negli ultimi mesi, precisa che “non è stata raggiunta alcuna intesa con Regione Liguria, né un’eventuale intesa è stata mai richiesta in questi mesi al Comune di Genova”. Poi rimprovera Bucci: “Il confronto tra gli enti locali avrebbe dovuto orientare l’operato di Regione Liguria nella fase precedente la pubblicazione del bando regionale. Prendiamo atto che ciò non è avvenuto, né a Genova né in Val Bormida. L’amministrazione comunale di Genova è sempre disponibile al confronto. Ma il confronto deve precedere gli atti amministrativi, non essere ricercato dopo una lunga serie di errori per evitare il rischio di fallimento del bando pubblicato dal Arlir”.

Stesse critiche mosse in aula da Simone D’Angelo (Pd): “È surreale chiedere un tavolo quando il bando è già fatto. Se qualcuno voleva lavorare d’intesa era meglio farlo prima: dopo aver fatto incavolare i vostri sindaci e gli elettori in Val Bormida, ora la logica è Genova matrigna che vuole mettere un termovalorizzatore lì? Siete bugiardi seriali che fanno fatica a confrontarsi con la realtà”.

“Qui non si tratta di stabilire chi vince e chi perde. Si tratta di trovare una soluzione a un problema che riguarda tutti i genovesi e tutti i liguri. E quattordici mesi di amministrazione non possono diventare un alibi per non scegliere – attacca Lilli Lauro, consigliera regionale di Fratelli d’Italia -. Chiediamo che Regione e Comune lavorino insieme. Serve il coraggio di realizzare un’infrastruttura che permetta di chiudere il ciclo dei rifiuti, rendere il servizio più efficiente, contenere i costi per famiglie e imprese e dare a Genova e alla Liguria una prospettiva stabile e moderna. Meno pregiudizi, più responsabilità e soluzioni concrete”.

“Chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria non è più rinviabile: esportarli fuori regione significa far lievitare i costi e far pagare ai cittadini bollette Tari sempre più salate, esattamente come avvenuto di recente a Genova”, commenta Federico Bogliolo di Vince Liguria. “Se il Comune non vuole farsi carico della propria quota – aggiunge il capogruppo Matteo Campora – lo dica chiaramente e vada a spiegare ai sindaci degli altri territori dove intende smaltire i rifiuti dei genovesi. Ora, attraverso questo tavolo istituzionale, ci aspettiamo risposte serie, tecniche e senza ulteriori rinvii per il bene delle famiglie e del territorio”.




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