Sicilia

Torna il reddito di povertà, aumenti per forestali e Pip

La bozza ancora non c’è, almeno nella versione da portare in giunta. Ma i pilastri su cui poggerà la Finanziaria di dicembre sono stati decisi venerdì sera durante una lunghissima riunione fra Renato Schifani, l’assessore Alessandro Dagnino e i segretari dei partiti della maggioranza. La manovra potrà contare su un miliardo e mezzo. Che per la maggior parte verranno investiti nell’aumento delle giornate di impiego dei forestali, nel passaggio a full time dei Pip di Palermo, nei contributi alle fasce povere, negli aiuti all’agricoltura e nelle mancette (sempre sotto forma di finanziamenti ai Comuni).

Sono tutte misure acchiappaconsenso, un welfare alla siciliana che caratterizzerà l’ultima Finanziaria di Schifani. I fondi per la povertà vanno in due direzioni. Venti milioni serviranno a rifinanziare il reddito di povertà, che il governo varò due anni fa ricevendo 156 mila domande. Il budget all’epoca fu di 50 milioni e bastò per 50 mila richieste a ognuna delle quali andò un contributo a fondo perduto fra i 2.500 e i 5 mila euro. Soldi cash da spendere senza vincoli di destinazione. C’è ancora una graduatoria valida, predisposta dall’Irfis, che scorrerà senza riapertura dei termini per le domande.

Altri 15 milioni serviranno a rifinanziare le tre misure della legge sulla povertà: in particolare i buoni per l’acquisto di cibo e l’assistenza ai senza dimora. Per Schifani «la Finanziaria conterrà nuovi interventi contro la povertà perché la solidarietà è uno dei tre pilastri del mio governo insieme a crescita e soluzione delle emergenze».

Almeno 60 milioni andranno a incrementare il budget annuale – forte già di quasi 300 milioni – destinato ai forestali. Il capitolo lavoro della Finanziaria prevederà anche il passaggio a full time dei 1.800 ex Pip di Palermo. Un servizio completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale 


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