Emilia Romagna

Cracovia, bolognese sfugge alla strage: “Bastava un minuto”


Un minuto di differenza, appena quindici metri di distanza. Tanto sarebbe bastato per cambiare il destino di Umberto Orsini, 39enne bolognese scampato alla sparatoria di Cracovia, in Polonia, mentre si trovava in vacanza con tre amici. Il gruppo si era appena allontanato dalla vetrina di un negozio per prendere un caffè quando nella piazza principale della città sono risuonati gli spari. Poi le urla, la folla in fuga e la corsa disperata per cercare un riparo. “Quando siamo riusciti a uscire, abbiamo visto la vetrina di Zara in mille pezzi e una persona a terra, esattamente nel punto in cui ci trovavamo pochi istanti prima”, ha raccontato Orsini. Una testimonianza drammatica di quanto accaduto nel cuore della città polacca, dove, secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano, un uomo armato ha aperto il fuoco sui passanti.

La sparatoria a Cracovia e il bolognese scampato per pochi secondi

Umberto Orsini era arrivato a Cracovia insieme ad altri tre amici, uno di Bologna e due della provincia di Modena, per trascorrere qualche giorno di vacanza. Il gruppo si trovava nella centralissima piazza Rynek Główny, una delle principali attrazioni turistiche della città, quando è avvenuta la sparatoria. Un 25enne polacco in abbigliamento mimetico sarebbe arrivato a bordo di una Subaru nera senza targa, aprendo il fuoco sui passanti con un fucile semiautomatico AR-15. Il bilancio riferito dal quotidiano è di sei morti e quindici feriti. Il presunto responsabile sarebbe stato fermato dalla polizia.

“Eravamo davanti a Zara, poi ho proposto di prendere un caffè”

A raccontare gli istanti che hanno preceduto la sparatoria è stato lo stesso Orsini. “Doveva essere un weekend spensierato a Cracovia. Io e due miei amici eravamo fermi davanti a Zara mentre il terzo stava ancora provando dei vestiti all’interno”, ha spiegato. La decisione di spostarsi sarebbe stata determinante. Orsini ha infatti proposto agli amici di raggiungere l’Hard Rock Cafe, a una quindicina di metri di distanza. Pochi istanti dopo, il panico. “Una volta dentro, qualcuno ha sentito gli spari. Io ho sentito le grida e ho visto improvvisamente una mandria impazzita di persone correre via dalla piazza riversandosi nelle vie laterali”, ha raccontato il bolognese. In pochi secondi i ragazzi hanno capito che stava succedendo qualcosa di gravissimo e hanno cercato una via di fuga.

La corsa sulle scale e il rifugio per mezz’ora

“Abbiamo capito che qualcuno stesse scaricando a ripetizione colpi sui passanti e siamo corsi attraverso una porta di emergenza salendo quattro piani di scale a più non posso”, ha ricordato Orsini. Il gruppo è riuscito a raggiungere uno stanzino, dove poco dopo si sono rifugiati anche alcuni dipendenti del locale. Sono rimasti nascosti per circa mezz’ora, senza sapere cosa stesse accadendo all’esterno. “Siamo rimasti lì per una mezz’ora lunghissima. Senza capire davvero cosa stesse succedendo, spaventati a morte”, ha spiegato il 39enne.

“Una persona a terra dove eravamo noi”

Il momento più sconvolgente è arrivato quando Orsini e gli amici hanno potuto lasciare il loro rifugio. All’esterno hanno trovato la piazza presidiata dalle forze dell’ordine, i soccorritori al lavoro e i segni della violenza. La vetrina del negozio davanti al quale si trovavano poco prima era distrutta. A terra, proprio in quel punto, c’era una persona colpita durante la sparatoria. “Mi sono venute le lacrime agli occhi. Bastava un minuto. Un minuto soltanto. Sono ancora sotto choc”, ha raccontato. Il bolognese ha descritto anche l’arrivo dei soccorsi e le operazioni di messa in sicurezza della zona, con gli agenti impegnati ad allontanare le persone e a delimitare l’area. Un’esperienza che ha trasformato una vacanza tra amici in un ricordo traumatico, segnato dalla consapevolezza di essersi trovati a pochi passi dal luogo della tragedia.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »