la giunta ha dato il via libera alla revisione, più poteri per i Comuni
ANCONA Un altro assist a balneari e Comuni in vista della Bolkestein. Una sorta della Regione per cercare di attenuare la caduta di quella spada di Damocle che sono le aste delle concessioni demaniali. Da una parte, l’assessore al Demanio Enrico Rossi sta tentando la mossa della scarsità della risorsa: cioè mappare tutto il litorale marchigiano per capire quante siano le spiagge libere e chiedere una proroga dalle gare finché non sia finita la ricognizione. Al momento i bandi di gara devono essere obbligatoriamente pubblicati entro il 30 giugno 2027 e le procedure concluse per il 30 settembre 2027.
Il Piano
Dall’altra, su proposta dell’assessore alla Difesa della costa Tiziano Consoli, la giunta ha approvato una modifica al Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere. In sostanza, si dà più autonomia ai Comuni in alcune scelte strategiche: come la percentuale minima di spiagge libere. Gli enti locali potranno derogare al Piano Gizc e mantenere le disposizioni del proprio Piano particolareggiato, mantenendo l’assetto attuale delle concessioni. In questo modo se ne blinda anche il valore in vista delle future aste. Vediamo ora quali sono a livello tecnico i principali punti inseriti nella modifica al Piano Gizc. Innanzitutto c’è la salvaguardia delle dislocazioni storiche: i Comuni avranno la facoltà di confermare l’organizzazione delle concessioni balneari definite nei piani di spiaggia antecedenti al Piano regionale, derogando all’applicazione rigida dei 100 metri tra gli stabilimenti. Inoltre c’è la deroga al limite del 25% di spiagge libere per quei Comuni nei quali insistono dislocazioni storiche già approvate.
La cancellazione
Nessuna concessione attuale sarà cancellata, anche non se rispetta la distanza minima rispetto a quella più vicina o se le spiagge libere nel Comune sono inferiori al 25% del totale. È inoltre prevista la revisione dei parametri per le nuove concessioni: non devono per forza rispettare i limiti di estensione (minimo 20 e massimo 100 metri fronte mare) se il piano comunale lo prevede.
Mentre il tratto di costa preso a riferimento per il varco libero di accesso all’arenile (almeno 20 metri fronte mare) passa da 200 a 400 metri. Infine, viene abrogata la previsione che vietava la riassegnazione delle concessioni scadute per le quali il concessionario avente titolo non aveva richiesto il rinnovo se fosse stato sforato il limite del 25% di spiagge libere. La concessione sarà riaffidata dunque, in modo che chi partecipi all’asta debba comunque riconoscere al concessionario uscente un indennizzo.
La risposta
«Con questo atto – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Tiziano Consoli – forniamo una risposta concreta e flessibile alle reali esigenze del nostro litorale e dei nostri Comuni. Il modello standardizzato finora previsto non sempre rifletteva la conformazione morfologica della costa marchigiana né la storia delle nostre imprese balneari, che rappresentano un valore economico e identitario fondamentale per il territorio. Con le modifiche proposte – continua Consoli – garantiamo ai Comuni gli strumenti necessari per tutelare gli assetti consolidati. E soprattutto evitiamo uno sciacallaggio sulle concessioni in vista delle gare e si tutelano investimenti degli operatori». Il provvedimento adottato dalla Giunta passa dunque ora alla fase della verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e alla Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). Una volta conclusa la procedura ambientale, la delibera approderà alla Terza Commissione consiliare permanente per il parere di competenza prima dell’approvazione finale del Consiglio.




