«Tombolini, dispiace per l’attività che se ne va ma Loira eviti di fare populismo. Il lavoro dell’amministrazione è sotto gli occhi di tutti» – Cronache Fermane
«Tombolini, dispiace per l’attività che se ne va, ma Loira eviti di fare populismo. Le opere e il lavoro di questa amministrazione sono sotto gli occhi di tutti». E’ quanto sostiene Alberto Giammarini del gruppo di maggioranza “Porto San Giorgio Si Muove – PSG al Centro”, nel replicare al consigliere di minoranza ed ex sindaco sulla chiusura della concessionaria Tombolini Motor Company.
«Capisco il tentativo di Nicola Loira di sminuire il lavoro che questa amministrazione sta portando avanti, ma – incalza Giammarini – ci sono opere e interventi che non si possono cancellare con una dichiarazione polemica. Il Palazzetto dello Sport, piazza Mentana, il bosco urbano: sono interventi concreti che stanno cambiando la città. E proprio sul bosco urbano vale la pena ricordare un particolare: si trova nell’area in cui Loira avrebbe voluto trasferire l’ecocentro, una proposta morta ancor prima di nascere, portata in Consiglio comunale e poi ritirata perché non aveva i numeri necessari per essere approvata.
Dispiace, naturalmente, che la concessionaria Tombolini lasci Porto San Giorgio. Ogni attività economica che si trasferisce rappresenta una perdita per la città, ma non possiamo sindacare le scelte commerciali di un’impresa né utilizzare una decisione imprenditoriale per mettere in discussione l’operato dell’amministrazione comunale. Associare il trasferimento di Tombolini alle criticità urbanistiche di via Solferino per alimentare una polemica politica, è un’operazione che rischia di confondere due questioni distinte. La riqualificazione della città non si misura sulla base delle decisioni di una singola attività commerciale, ma attraverso gli interventi realizzati e quelli che si stanno concretamente portando avanti».
«A proposito di attività che lasciano Porto San Giorgio – il contrattacco del consigliere di maggioranza – non ricordiamo altrettanta preoccupazione da parte di Loira quando il Caffè Novecento spense le luci nel cuore della città lasciando una piazza mezza deserta. Luci che si sono riaccese durante l’amministrazione Vesprini. E mentre oggi si torna a parlare di degrado, ci chiediamo perché sul recupero dell’area ex Branella, una situazione segnata da problematiche ambientali e da condizioni di totale abbandono, non si sia registrata la stessa attenzione. Anche su questo fronte sono stati compiuti interventi di riqualificazione che meritano di essere riconosciuti. Per quanto riguarda via Solferino, nessuno nega le criticità esistenti. Sono stati realizzati interventi sui marciapiedi e sul sottopassaggio, che versavano in condizioni di forte degrado, e si sta lavorando alla riqualificazione della Zpu8, un comparto strategico per il futuro della città. È un percorso complesso, che richiede progettazione, risorse e tempi amministrativi adeguati. Loira dovrebbe conoscere bene queste difficoltà: è stato sindaco per dieci anni, dal 2012 al 2022. Dieci anni nei quali ha avuto la possibilità e il dovere di programmare interventi e affrontare e risolvere le questioni che oggi tornano al centro del dibattito cittadino. Il nulla. In quattro anni e mezzo questa amministrazione ha portato avanti opere ed interventi di riqualificazione importanti, senza trascurare le tante situazioni complesse che ha dovuto affrontare fin dal suo insediamento. È evidente che, in un tempo relativamente breve e con tante questioni ancora da risolvere, non tutto possa essere portato a compimento contemporaneamente. Questo, però, non significa essere rimasti fermi, come si tenta di far credere: significa lavorare ogni giorno per dare risposte alla città, affrontando problemi che spesso richiedono tempi e risorse considerevoli. La differenza è che noi non abbiamo bisogno di cercare altrove le responsabilità delle difficoltà che incontriamo: sappiamo bene quali situazioni abbiamo ereditato e quali problemi dobbiamo risolvere. Il Pd e Loira, invece – conclude Giammarini – dopo dieci anni alla guida della città, oggi sembrano dimenticare ciò che è rimasto irrisolto durante la loro amministrazione. È un modo di fare politica che conosciamo: quando le cose non vanno, la colpa è sempre di qualcun altro. Ieri il Covid, oggi il Pnrr, domani chissà. Ma dieci anni di amministrazione lasciano una storia e delle responsabilità di cui è giusto tenere conto quando si giudica il presente. Quanto ai risultati di quella stagione amministrativa, lasciamo che siano i cittadini a valutare. Noi preferiamo continuare a lavorare, portare avanti i progetti e dare risposte concrete alla città».
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